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Emergenza urgenza

L'appello

«Autista-soccorritore, sia istituita la figura giuridica e professionale»

La richiesta in tal senso è ribadita al mondo politico ed istituzionale da Stefano Casabianca, presidente dell'A.A.S.I.

Tempo di lettura: 2 minuti

CATANIA. «Chiediamo con forza al mondo politico ed istituzionale il riconoscimento giuridico e professionale della figura di autista soccorritore addetto all’emergenza sanitaria». Lo afferma Stefano Casabianca, presidente dell’A.A.S.I. (Associazione Autisti Soccorritori Italiani), aggiungendo: «In un paese democratico è doveroso avviare un confronto serio su un tema serio come l’istituzione della figura giuridica e professionale dell’autista soccorritore, ricordando a tutti che sono ani che la decisione sul nostro futuro viene sempre rinviata, ed ancora, ricordando che la tale figura ad oggi assente dal punto di vista giuridico e professionale ma presente nel nostro vivere quotidiano dal nord al sud d’Italia, in prima linea ovunque nella lotta al coronavirus e nell’affrontare le migliaia e migliaia di missioni di soccorso e di attività di assistenza e trasporto infermi».

Inoltre l’AASI auspica una celere e condivisa soluzione, schierandosi «con forza in tutte le sedi istituzionali al fine di centrare questo obiettivo che a molti può sembrare banale ma nella realtà è un tema “vitale” per migliaia di persone. L’autista soccorritore è una figura che insieme ad altre figure tutela e assiste la salute del cittadino. Il percorso formativo dell’autista soccorritore deve essere unico da regione ad regione, ciò che oggi non è così».

«Con riferimento al DDL 1127, avente come primo firmatario il senatore Gaspare Marinello ed altri Senatori della Repubblica Italiana, l’AASI auspica che in breve tempo, con il contributo di tutte le forze politiche, l’impegno del mondo istituzionale e con le proposte migliorative del mondo dei portatori di interesse, possa diventare legge dello stato in brevissimo tempo, tutelando tutti gli operatori ed i pazienti. Speriamo di vedere presto l’alba di questa legge, dove si possa avere una formazione unica ed univoca in tutta Italia, dove chi svolge un corso di formazione in Sicilia lo abbia riconosciuto anche in Lombardia, dove chi svolge un corso di formazione, indipendentemente dal suo status di volontario o dipendente, lo abbiamo riconosciuto professionalmente e giuridicamente. Noi siamo sempre disponibili ad un confronto propositivo e fattivo sul tema con tutte le parti interessate».

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