PALERMO. Botta e risposta al termine della seduta della Commissione Sanità dell’Ars, che tra i punti all’ordine del giorno aveva il caso Papardo. «La presidente Margherita La Rocca Ruvolo ha impedito alle organizzazioni sindacali, nonostante l’invito formale pervenuto il 26 maggio, di intervenire ai lavori sulla grave decurtazione della massa finanziaria al Papardo». Lo scrivono Giovanni Mastroeni e Ivan Tripodi (segretari generali di Cgil e Uil Messina), Francesco Fucile e Giuseppe Calapai (segretari generali di Fp Cgil e Uil Fpl), Guglielmo Catalioto e Corrado Lamanna (coordinatori prov.li Area Medica Fp Cgil e Uil Fpl).
Contattata da Insanitas, La Rocca Ruvolo replica così: «L’audizione è stata molto agitata e disordinata, avevo già detto ai sindacati che avrei dato la parola solo a tre sigle. Si è prenotato per primo Cimo, mentre alla Cisl e alla Cgil avevo annunciato che avrebbero parlato dopo. Poi è successo un putiferio ed i sindacati sono stati molto scortesi. Non posso nè voglio permettere che ci siano insulti durante le sedute della Commissione. Nè ritengo di avere colpa neppure della loro attesa in collegamento, poichè i punti all’ordine del giorno della seduta erano quattro e questo era l’ultimo. Non penso proprio di essere stata scortese con i sindacati, anzi ho disposto di aggiornarci sul tema del Papardo».
Interviene anche Antonio De Luca (M5S): «Ringrazio la presidente La Rocca Ruvolo per avere immediatamente calendarizzato la questione Papardo. La seduta di stamattina aveva già in programma altri due argomenti forti, il Papardo era al quarto punto all’ordine del giorno e purtroppo poi si è fatto tardi. Spesso in questi casi si dispone il rinvio alla settimana dopo, tuttavia il “caso Papardo” non era rinviabile. I sindacati erano oltre dieci e purtroppo non è stato possibile ascoltare tutti. Si è creata una situazione per la quale mi scuso io stesso nei confronti dei sindacati, non mi sento infatti di dare colpa alla presidente La Rocca Ruvolo. Sarà mia cura coinvolgere i sindacati in una prossima audizione, magari con una migliore organizzazione. Tuttavia, ripeto, non era facile farlo con la presenza contemporanea di numerose sigle sindacali».