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ASP e Ospedali

La nota

Atto aziendale, l’assessorato alla Salute sollecita l’Arnas Civico

Nei giorni scorsi il sindacato Cimo ha denunciato la paralisi organizzativa-gestionale dell'ospedale palermitano. Basandosi su questo esposto, dagli uffici di piazza Ziino ora sottolineano: «L’azienda provveda, laddove ancora non sia stato fatto».

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. Nei giorni scorsi con un esposto dalla Cimo hanno denunciato l’assenza dell’atto aziendale all’Arnas Civico. Arriva ora l’intervento dell’assessorato regionale alla Salute, che invita l’azienda ospedaliera a provvedere, laddove ancora non sia stato fatto. Il documento (clicca qui) firmato dal dirigente generale del Dipartimento per la pianificazione strategica, Mario La Rocca, fa riferimento appunto alla segnalazione inviata il 16 aprile- a cui l’Arnas Civico non ha mai risposto- dal sindacato dei medici, secondo cui «l’Arnas Civico rimane ad oggi l’unica Azienda Sanitaria dell’Area metropolitana di Palermo priva dell’atto aziendale, ossia lo strumento che disciplina nel rispetto della normativa vigente e della pianificazione regionale e locale l’organizzazione e il funzionamento dell’Azienda».

Il segretario regionale Cimo Sicilia, Giuseppe Riccardo Spampinato, ha sottolineato: «Con decreto Assessoriale n. 117 del 19 febbraio l’assessore regionale della Salute approvava l’atto aziendale del Civico adottato con deliberazione n. 678 del 30 settembre 2019 e rimodulato con deliberazione n. 1 del 10 gennaio 2020, con le condizioni riportate nello stesso decreto, alla luce del parere della Giunta Regionale espresso con deliberazione n. 40 del 6 febbraio 2020. Di fatto da quella data non è seguito da parte della Direzione Aziendale alcun atto amministrativo volto a rimodulare l’Atto Aziendale recependo le modifiche prescritte. Questo ha comportato la paralisi Aziendale sotto il profilo organizzativo-gestionale».

Dal sindacato hanno sottolineato che «la questione non è di poco conto, perché proprio la mancanza dell’Atto Aziendale continua ad essere la motivazione giuridica addotta dalla direzione strategica per non procedere a quegli atti amministrativi che conseguenzialmente dovrebbero essere attivati, tra cui la nomina di direttori di dipartimento, dei responsabili di struttura semplice, posizioni organizzative e progressioni verticali del personale. Questo genere di atto va quindi a definire le corrette gerarchie e la conseguente organizzazione aziendale che attualmente manca. Risulta così carente anche la funzione di controllo che dovrebbe essere svolta dall’assessorato alla Salute, il quale non è intervenuto in autonomia ma soltanto in seguito ai solleciti del Cimo».

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