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ASP e Ospedali

Referendum interno sulle stabilizzazioni

Assunti tutti part-time, oppure solo la metà ma a tempo pieno? Asp di Agrigento: a decidere saranno gli stessi precari

La Direzione strategica intende proporre ai 236 dipendenti contrattisti una sorta di referendum per individuare il criterio da adottare nell'imminente procedura di stabilizzazione del personale.

Tempo di lettura: 2 minuti

AGRIGENTO. È qualcosa di molto simile ad una consultazione referendaria quella che la Direzione strategica dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento intende proporre ai dipendenti contrattisti al fine di individuare, in maniera certa e condivisa, il criterio da adottare nell’imminente procedura di stabilizzazione del personale.

La decisione di interpellare i diretti interessati circa le modalità di uscita dal precariato deriva, oltre che da un principio di partecipazione democratica alle scelte aziendali, dalla necessità di sciogliere il nodo rappresentato dall’elevato numero dei lavoratori e di rispettare comunque i parametri di spesa regionali.

Le variabili di scelta su cui si esprimeranno a breve gli ex Lsu si dividono fra la possibilità di ottenere la stabilizzazione di tutti i circa duecentotrentasei dipendenti, purché gli stessi siano impiegati in regime di tempo parziale (cioè a diciotto ore settimanali anziché trentasei), oppure di accedere ad una procedura selettiva al termine della quale solo il 50% dei lavoratori, sempre in funzione dei tetti di spesa imposti, sarà assunto a tempo pieno.

«Ascoltare i dipendenti e conoscere la loro decisione- afferma il direttore amministrativo Salvatore Lombardo– ci consentirà di dirimere alcune critiche sorte nei giorni scorsi. A loro chiederemo di schierarsi fra una scelta che, sia pure con un monte ore dimezzato, consentirà di accontentare tutti e che è sostenuta dalla totalità delle sigle sindacali, ad eccezione della Fials, oppure se procedere con una selezione interna per assumere circa centodiciotto lavoratori full time e licenziarne altrettanti».

Poi Lombardo aggiunge: «Nel caso in cui prevalga la preferenza relativa alla stabilizzazione complessiva, una successiva espansione delle ore lavorative potrà rendersi possibile man mano che si libereranno dei posti in pianta organica. Pur senza voler condizionare la scelta dei dipendenti, siamo convinti che la stabilizzazione per tutti, anche se a tempo parziale, rappresenti il meglio per il personale e per il buon andamento aziendale».

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