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Dal palazzo

Il riconoscimento

Associazione Ricercatori in Sanità-Italia, nel direttivo il messinese Antonio Vadalà

«Sono felice di rappresentare il Sud e la Sicilia e portare avanti il percorso di stabilizzazione di professionisti che spendono la propria vita a favore della salute pubblica».

Tempo di lettura: 3 minuti

È stato eletto nel consiglio direttivo di Arsi (Associazione Ricercatori in Sanità- Italia) in rappresentanza della Sicilia, il collaboratore professionale della ricerca Antonio Vadalà (nella foto). «La missione di Arsi è, primariamente, sostenere iniziative atte a favorire la promozione della cultura, della libertà di ricerca scientifica e della circolazione delle idee nell’ambito della Ricerca in Sanità- chiarisce subito Vadalà- Da anni si batte per promuovere percorsi di carriera professionale attraverso il riconoscimento della professionalità dei lavoratori della ricerca sanitaria (intesi sia come ricercatori sia come personale di supporto alla ricerca), favorendo stabilità e continuità dell’impiego con finanziamenti e riconoscimenti economici adeguati».

Inoltre, l’associazione sta creando un percorso che possa fungere da vetrina per le ricerche scientifiche condotte negli Irccs- Izs pubblici italiani. L’elezione del direttivo ha portato a 15 riconferme e 10 nuovi ingressi, che rappresentano tutto il territorio nazionale da Nord a Sud.

«Esprimo massima soddisfazione per questo nuovo incarico, anche perché si è creato un gruppo di lavoro molto coeso ed esteso in toto su tutto il territorio nazionale- precisa ancora il messinese- Sono felice di rappresentare il Sud e la Sicilia e portare avanti il percorso di stabilizzazione di professionisti che spendono la propria vita a favore della salute pubblica».

Arsi è nata nel 2017 dall’esperienza del Coordinamento Nazionale dei Ricercatori Precari della Sanità pubblica. Si tratta dei lavoratori e delle lavoratrici della ricerca degli Ircss (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) e Izs (Istituti Zooprofilattici Sperimentali) pubblici, ovvero gli Istituti che svolgono la Ricerca Sanitaria Pubblica di eccellenza in Italia e dipendono direttamente dal Ministero della Salute per le attività di ricerca e dalle Regioni per le attività di assistenza. Dopo anni di precariato storico (Co. Co. Co, borse di studio, partite iva), per i ricercatori e il personale di supporto alla ricerca è stato istituito nel 2019 un contratto a tempo determinato di 5+5 anni che, di fatto, perpetua il precariato di tali professioni.

Tale contratto, noto con il nome di “Piramide della Ricerca” è un percorso ad ostacoli che prevede la possibilità che venga rinnovato il secondo quinquennio di contratto solo previo superamento obiettivi. I primi contratti sono stati firmati nel dicembre 2019 e ne sono rimasti circa 1.300 in tutta Italia (il 25% degli assunti a dicembre 2019 ha già abbandonato). Da qualche mese a questa parte stanno chiedendo a gran voce la stabilizzazione con diverse forme di protesta in tutta Italia. Messina, Trieste, Bologna, Padova, Bari, Napoli, Roma, Milano sono le piazze in cui ricercatori e collaboratori della Ricerca, supportati dalle varie sigle sindacali hanno organizzato sit-in di protesta.

Il nuovo consiglio direttivo Arsi:
Paolo Baili, Eleonora Bruno, Ilaria Campo, Leonardo Caporali, Paolo Caravaggi, Daniela Chirizzi, Francesca Colciaghi, Valeria Contarino, Massimo Costanza, Anna Crispo, Gilda Cuzzi, Elena Di Pierro, Maria Gabriella Donà, Cecilia Garofalo, Federica Invernizzi, Manuela Iurescia, Ilaria Laurenzana, Gianfranco La Bella, Andrea Legati, Manuela Minguzzi, Alessandro Parra, Giuseppe Porciello, Teresa Rossi, Davide Sattin ed Antonio Vadalá.

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