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Case di cura

Martedì prossimo il ddl tornerà in aula

Assistenza infermieristica nelle case di cura, ecco le richieste del coordinamento regionale OPI all’ARS

Portare a 180 minuti al giorno l’assistenza infermieristica per ogni degente e provvedere all’inserimento nelle piante organiche della figura dell’Operatore Socio Sanitario

Tempo di lettura: 3 minuti

Portare a 180 minuti al giorno l’assistenza infermieristica per ogni degente ospite delle case di cura siciliane e provvedere in tempi stretti all’inserimento nelle piante organiche di chi si occupa di ospedalità privata della figura dell’Operatore Socio Sanitario, con una copertura di tre turni quotidiani.

Sono queste le richieste che il coordinamento OPI Sicilia rivolge all’Assemblea Regionale Siciliana che, proprio in questi giorni, a seguito di un rilievo presentato nelle settimane scorse dal coordinamento in VI Commissione “Sanità”, sta discutendo l’art. 27 del disegno di legge sulla determinazione dei requisiti tecnici delle case di cura private che tornerà in aula il prossimo martedì 2 ottobre.

L’attenzione dei rappresentanti siciliani dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche si concentra in particolare sul comma1 dell’articolo 27, che riguarda l’impiego della figura professionale dell’Operatore Socio Sanitario nell’ospedalità privata e sul comma 2 dello stesso articolo, riguardante i minuti di assistenza infermieristica da dedicare al singolo paziente nell’arco delle 24 ore, sempre nell’ambito delle case di cura.

“Mantenere il parametro dei 76 minuti al giorno di assistenza infermieristica presso le case di cura rappresenta un grave vulnus per la qualità del servizio sanitario regionale, ponendo da un canto il personale infermieristico nell’incredibile condizione di dover assistere finanche 27 pazienti in una sola giornata e determinando d’altro canto una intollerabile riduzione della qualità dell’assistenza. Una situazione paradossale – continuano i rappresentanti provinciali dell’OPI – anche in virtù della ricaduta di responsabilità derivante dalla legge Gelli”

“Di fatto oggi ci troviamo a fare i conti con queste enormi difficoltà e ciò avviene nella totale assenza nelle piante organiche della gran parte delle Case di Cura di operatori socio sanitari, malgrado la lettera “o” della stessa legge regionale 39 del 1988 preveda un ausiliario socio sanitario ogni 20 posti letto per ciascun turni e malgrado, nel tempo, diversi decreti assessoriali abbiano richiamato le strutture private al rispetto dell’obbligo di inserimento della nuova figura professionale di OSS nella pianta organica.

Le proposte del coordinamento regionale di incrementare i minuti di assistenza pro die pro capite a 180 minuti equivale a garantire 60 minuti a turno di servizio e assicurare un rapporto infermieri pazienti di 1 a 8. Ciò determina un miglioramento della qualità assistenziale in particolare se associata all’inserimento di un adeguato numero di Operatori Socio Sanitari per migliorare la qualità assistenziale di base.

“Perché – denuncia l’OPI – in loro assenza gli infermieri si trovano costretti a svolgere anche le loro mansioni sottraendo tempo all’assistenza infermieristica qualificata e specializzata. Ciò determina un grave peggioramento della qualità delle cure e non solo, fa emergere anche il problema del sistematico demansionamento che i nostri colleghi infermieri in servizio presso le Case di Cura troppo spesso sono costretti a sopportare”.

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