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Assistenza dopo l’infarto? «La Sicilia è prima in Italia per tempestività degli interventi»

7 Giugno 2019

L'assessorato regionale alla Salute rende noti i dati dell'Agenas. La nostra isola è al di sopra della media nazionale anche per rapidità nell'assistenza ortopedica degli anziani. In calo i parti cesarei.

 

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PALERMO. Sono stati pubblicati i risultati del Programma Nazionale di Valutazione degli esiti dell’assistenza nelle regioni italiane coordinato da Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari).

Dall’assessorato regionale alla Salute guidato da Ruggero Razza, sottolineano: «Migliorano i dati di performance dell’assistenza in tutto il Paese ed in particolare in Sicilia, tra le prime regioni ad avere applicato metodi di valutazione comparativa degli esiti delle prestazioni sanitarie».

L’isola è al di sopra della media nazionale per rapidità nell’assistenza ortopedica degli anziani: nel caso di fratture di femore in età avanzata si registra infatti un incremento del 57% dei pazienti sottoposti ad intervento entro 48 ore, passando dal 13% al 70,7%. La Sicilia si pone al di sopra (+ 6%) della media nazionale ( 64,4 %) per tale indicatore.

Dall’assessorato sottolineano: «Anche nell’area cardiologica si registra un deciso passo in avanti: la Sicilia è infatti la prima regione in Italia per tempestività di intervento nel campo dell’assistenza all’infarto: l’83% dei siciliani colpiti da infarto ricevono cure immediate con trattamento in angioplastica coronarica (+ 12 % rispetto alla media nazionale)».

Si registra anche una riduzione dei decessi a 30 giorni, dopo un primo episodio di infarto e si stima che in un triennio siano stati circa 360 i decessi a 30 giorni evitati.

Dagli uffici di piazza Ziino affermano: «Sono i risultati  di un programma dell’Assessorato per la Salute che ha introdotto il miglioramento degli standard di qualità dell’assistenza in campo cardiologico, ortopedico e ostetrico per la valutazione dei Direttori Generali di aziende sanitarie provinciali e ospedaliere, che hanno potuto avvalersi della consulenza dell’Osservatorio Epidemiologico della Regione Siciliana. I dati del 2018 confermano un ulteriore incremento che supera l’85%. Ciò significa che un siciliano ha la probabilità più alta di ricevere cure appropriate nei tempi previsti rispetto alla media degli italiani, un dato che valorizza l’impegno della rete cardiologica e dei professionisti sul territorio».

Inoltre, dall’assessorato alla Salute ribadiscono: «La Sicilia è una delle prime regioni Italiane ad avere introdotto la valutazione dei Direttori Generali attraverso l’assegnazione di obiettivi operativi misurabili tramite alcuni indicatori di esito previsti dal Programma Nazionale dell’AGENAS. Le Direzioni delle aziende sanitarie sono state valutate positivamente al raggiungimento di alcuni standard previsti nell’ambito del Programma Nazionale Esiti e inclusi nel decreto ministeriale n. 70, tra cui quelli relativi alla tempestività di esecuzione di interventi chirurgici per fratture di femore nell’anziano, nel campo dell’assistenza ostetrico ginecologica, con la riduzione dei parti cesarei e l’incremento dei parti naturali».

Nel caso dell’assistenza ostetrico-ginecologica da sempre la Sicilia, come il resto del meridione, si distingueva per livelli di ricorso al parto cesareo tra i più alti del Paese, l’intervento adottato comporta un progressivo calo del ricorso a taglio cesareo (del 15,7 % nell’intero periodo) che, dal 39% degli anni passati si è ridotto al 27,2%.

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