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Con lui assessore alla Salute nacque l’Ismett, Pagano: «Orgoglioso dei traguardi che ha raggiunto»

16 Maggio 2017

I venti anni di vita dell'Istituto Mediterraneo per i trapianti.

 

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PALERMO. «Vedere i traguardi raggiunti dall’Ismett è per me motivo di orgoglio. Assieme all’allora presidente della Regione, Giuseppe Provenzano, venti anni fa esatti come oggi, davanti al presidente della Repubblica Scalfaro e al cardinale Salvatore Pappalardo, ci battemmo con forza e, da assessore regionale alla Salute, firmammo con il presidente dell’Università di Pittsburgh, che allora come oggi era Jeoffrey Romoff, l’atto per la nascita di quello che da subito diventò la struttura più all’avanguardia nel campo dei trapianti nel Mediterraneo e fra le più importanti al mondo».

Così il deputato Alessandro Pagano della Lega-Noi con Salvini, interviene sui venti anni di vita dell’Ismett festeggiati oggi con l’inaugurazione di nuovi reparti.

«Oggi l’Ismett è sicuramente un modello internazionale, non solo europeo. Una benchmark alla quale altre strutture del settore guardano e che vede centinaia di pazienti da tutto il mondo venire ad operarsi in Sicilia- aggiunge Pagano- Un esempio virtuoso di gestione a prova di come questo tipo di sanità in Sicilia abbia le carte in regola per competere con gli altri sistemi regionali, se ci fossero capacità manageriale, lungimiranza e visione strategica».

«Certamente – prosegue Pagano – l’eccellenza che sin dall’inizio ha caratterizzato l’Istituto ha giovato nel ricevere le giuste attenzioni dai governi regionali e nazionali che via via si sono succeduti, con ultimo il riconoscimento di Ircss. Riconoscimento più che meritato, visto che l’Ismett è l’istituto con il più alto drg (coefficiente di valutazione internazionale sulla complessità degli interventi chirurgici) in Italia. Un plauso dunque a tutti i dirigenti, personale medico e operatori che hanno fatto grande questa struttura, in particolare a Bruno Gridelli e Angelo Luca e Ugo Palazzo che l’hanno portato ad essere eccellenza internazionale. E adesso dobbiamo essere ancora più visionari verso altri traguardi».

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