Asp di Ragusa, il manager Aricò ancora sotto attacco: ma stavolta, sembra ingiustamente…

22 Luglio 2016

Interrogazione della senatrice Padua sulle consulenze, ma lui ha già spiegato che sul totale di 337 incarichi esterni indicati dalla Corte dei conti, solo una poteva essere considerata tale. Un equivoco pure su un presunto deficit dell'Azienda sanitaria iblea.

 

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RAGUSA. Alla domanda della senatrice Venerina Padua del perché nella piccola ASP di Ragusa ci fossero 337 consulenti, aveva risposto, più di dieci giorni fa il manager dell’ASP 7 di Ragusa, Maurizio Aricò (nella foto), anche se indirettamente visto che la sua attenzione era più rivolta alla rettifica di un giornale on line regionale, che alle parole della senatrice del PD.

Con un comunicato stampa molto dettagliato, il direttore Aricò aveva spiegato che delle 337 consulenze indicate dall’annuale relazione della corte dei conti, solo una poteva essere considerata tale. Per il resto, solo una lettura poco attenta di un dato aggregato, la cui macro-voce viene denominata genericamente consulenze e collaborazioni.

La Padua, a quanto pare, non avrà letto le comunicazioni di Aricò o non avrà ascoltato chi ne aveva parlato e oggi torna alla carica sull’argomento annunciando di aver presentato un’interrogazione, insieme ad altri dieci colleghi senatori democratici, al ministro Lorenzin per vederci chiaro il più possibile.

Ora: Maurizio Aricò non brillerà certo per simpatia, difetta di diplomazia e non è un campione di comunicazione, ma quel che è di Cesare bisogna darlo a Cesare; le 337 consulenze si riducono ad una sola, sanitaria, nello specifico di natura neurologica. Il resto sono contratti CO.CO.CO, l’unica modalità che le ASP hanno al momento per offrire ulteriori servizi sanitari e pagarli con fondi nazionali finalizzati. Fondi che non possono essere utilizzati per pagare personale interno e che dunque andrebbero persi se non venissero impiegati per collaborazioni coordinate e continuative.

La Padua insiste ancora sul presunto deficit del bilancio 2015 dell’azienda: anche in questo caso scarsa attenzione per la relazione della corte dei conti, che, sì, diceva di un bilancio in negativo per l’Asp, ma nessuno pare abbia notato che il dato riportato è relativo al PRE-consuntivo e che invece il bilancio dell’azienda è stato chiuso non solo in pari, ma con un utile di poco più di 13.000 euro.

Basta leggere il documento contabile pubblicato sul sito di pertinenza e fare qualche telefonata per informarsi e capire meglio come stiano le cose.

Altrimenti l’impressione che se ne ha, è quella di voler attaccare a tutti i costi l’operato di un manager, in questo caso, che di sicuro inattaccabile non è. Ma non per gli argomenti in questione. Anche se non tocca a noi suggerire, forse sarebbe opportuno concentrarsi sull’abbattimento considerevole della produzione degli ospedali che in fin dei conti si traduce in emigrazione sanitaria e scarsa attrattivi dell’utenza da parte del sistema sanitario ragusano, ovvero “sfiducia”.

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