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Asp Palermo, la Fials: precari scavalcati da nuovi assunti. Replica della direzione aziendale

18 Novembre 2020

La Replica dell'ASP di Palermo: Contestualmente all'avviso urgente per il profilo di programmatore è stato pubblicato anche il regolare avviso a tempo determinato aperto anche il personale contrattista che infatti, ove ha aderito, è stato contrattualizzato.

 

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La Fiasl punta il dito sull’Asp di Palermo, “L’azienda – scrivono in una nota Enzo Munafò e Giuseppe Forte – che aveva detto di non poter stabilizzare i contrattisti nel ruolo tecnico-amministrativo, non avendone alcun bisogno a fronte di esigenza di personale sanitario, ha adesso assunto 86 pseudo programmatori informatici, per altro senza richiedere prioritariamente il titolo di perito informatico previsto dal CCNL vigente ma richiedendo il diploma di II grado assieme all’attestato di informatica riconosciuto (quale seconda opzione prevista dal Ccnl vigente), scavalcando i precari, in quanto gli attestati richiesti sono identici a quelli previsti per gli  operatori Ced, precari da 29 anni ed in attesa di stabilizzazione”.

La Fials-Confsal Palermo chiede di “avviare ispezioni e controlli per accertare quanto sta accadendo all’Asp di Palermo in danno dei precari storici che da decenni attendono la stabilizzazione dovuta per legge”.

Munafò e Forte ricordano ancora che “lo scorso febbraio la direzione dell’Asp ha indetto nuovi concorsi per vari profili professionali tra cui quello di programmatore categoria C per un totale di 4 posti. Successivamente, a fine ottobre, la Direzione generale dell’Asp, avvenuta la presentazione delle domande, ha deciso di far scorrere per ben due volte le graduatorie del profilo di programmatore, così ben congegnato, attualmente fino a 40, per completare ipoteticamente il numero dei programmatori che nel mese di ottobre sono stati previsti nel Piano triennale, ossia 86”.

La Fials sostiene però che “l’Asp di Palermo, non essendosi confrontata con i sindacati e ignorando il contratto, (del resto dopo 2 anni e mezzo è rimasto inapplicato) non ha richiesto preliminarmente nel bando il possesso del diploma di perito informatico per la partecipazione al concorso per professionista programmatore, mentre ha richiesto il diploma di scuola secondaria di secondo grado ed il possesso dell’attestato del corso di formazione in informatica riconosciuto. Detto corso di formazione, anche se previsto dal contratto di lavoro sanità, viene validato qualora non sia stato possibile reperire sul mercato del lavoro il personale fornito del titolo di perito informatico o equipollente. Con tale scelta unilaterale l’azienda ha penalizzato i contrattisti ex Lsu, che per la loro stabilizzazione avevano partecipato con identico titolo professionale. Inoltre i programmatori vincitori del bando neo assunti svolgono esattamente le stesse funzioni che al momento vengono richieste agli stabilizzati ex lsu già in servizio”.

“Da qui scaturisce a nostro avviso un’altra beffa in danno dei lavoratori – concludono i due sindacalisti – alcuni nuovi programmatori hanno totalmente sostituito in alcuni dipartimenti i lavoratori contrattisti che, una volta stabilizzati, sono stati costretti dall’amministrazione ad accettare vari altri profili professionali inferiori, anche in sedi diverse da quelle di provenienza, per cui sono in corso numerosi ricorsi giudiziari da parte degli interessati.”

La Replica dell’ASP di Palermo

Il profilo di Programmatore (categoria C) a tempo determinato è stato reclutato richiedendo i requisiti previsti dalla normativa vigente a fronte di emergenze sanitarie che hanno comportato la revisione dell’organizzazione. Contestualmente ad un avviso urgente, è stato pubblicato sulla GURS anche il regolare avviso a tempo determinato di Programmatore, cui poteva partecipare chiunque ne avesse i titoli, compreso il personale contrattista che infatti – ove ha aderito – è stato contrattualizzato nel profilo di che trattasi.

La necessità di far fronte a profili professionali specifici non corrispondenti con i profili dei coadiutori amministrativi o degli operatori informatici (categoria B) è stata determinante nella decisione di dotare l’organizzazione di figure professionali scarsamente presenti nella dotazione aziendale. Tali programmatori sono stati reclutati per un tempo strettamente occorrente per far fronte alle esigenze di tracciamento, nonché per tutte le attività inerenti il maggior flusso di lavoro aumentato in maniera esponenziale a causa della pandemia e per lo svolgimento del quale ormai è indispensabile la presenza di professionalità con competenze specifiche informatiche.

Questo personale risponde ad esigenze anche territoriali diverse rispetto a quelle nelle quali sono allocati gli ex Lsu, per i quali, in ogni caso, si sta continuando l’attività di stabilizzazione che comporta l’assunzione a tempo indeterminato anche presso sedi diverse rispetto a quelle in cui attualmente sono assegnati.

 

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