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Asp Palermo, la Cgil: «No a stabilizzazioni con trasferimenti in altre aziende»

La segreteria provinciale della Fp contesta le modalità dell'annunciata assunzione dei rimanenti 220 ex Lsu.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. «No a un inammissibile trasferimento di lavoratrici e lavoratori che da oltre due lustri hanno prestato servizio presso l’Asp e che oggi saranno costretti a ‘migrare’ se vorranno ottenere la tanto agognata stabilizzazione. I lavoratori non sono dei pacchi postali». La segreteria provinciale Fp Cgil Palermo, col segretario generale Giovanni Cammuca (nella foto), esprime il suo disaccordo al piano al piano annunciato dall’Asp Palermo di procedere alle assunzione dei rimanenti 220 ex Lsu, spostandone una parte in altre aziende.

Il programma per la stabilizzazione dell’ultima tranche di personale amministrativo precario prevede il trasferimento all’azienda sanitarie Villa Sofia- Cervello di 31 unità. Altri 50 andranno al Policlinico e 140 in uffici dell’Asp di Palermo. Tutto questo dopo l’approvazione definitiva delle dotazioni organiche da parte dell’assessorato, entro i primi giorni del mese di giugno.

I lavoratori, l’ultimo gruppo del bacino storico dei precari dell’azienda sanitaria, per i quali era stata era stata assicurata la contrattualizzazione a tempo indeterminato entro i primi mesi del 2021, parlano di “fuoriuscita forzata”. Ed esprimono tutto il loro dissenso: «Non siamo pezzi di un puzzle a cui trovare un incastro. Siamo innanzitutto persone, ex giovani ormai divenuti anziani, qualcuno pure ormai prossimo alla pensione. Siamo in attesa di poter stabilizzare la nostra vita, con le nostre storie personali, il nostro bagaglio di conoscenze acquisite, le nostre famiglie. E per questo noi non siamo d’accordo a un piano che preveda il nostro trasferimento in altre aziende».

In una nota, la Fp Cgil Palermo comunica l’indisponibilità a firmare un accordo. «In questo modo si depaupera un patrimonio di professionalità acquisita sui posti di lavoro nel corso di questi lunghissimi anni – dichiara Cammuca- I contrattisti, lavoratori storici, ritenuti indispensabili dall’azienda che da tantissimo tempo aspettavano la conclusione del percorso di stabilizzazione, verrebbero sostituiti da altri con contratto a tempo determinato e con lo stesso titolo di accesso degli operatori Ced, oggi precari da stabilizzare».

La Fp Cgil chiede come mai l’Asp non abbia tenuto in considerazione la proposta del sindacato di ricognizione dei posti disponibili, e che si renderanno disponibili a breve per cessazione, per stabilizzare i precari storici dell’Asp dentro l’Asp.

“Inoltre, ci chiediamo, chi si farà carico delle procedure di stabilizzazione: l’Asp o le altre aziende? E cosa cambia nei tetti di spesa complessiva della Regione se le assunzioni dei precari avvengono nell’Asp o nelle altre aziende- elenca Cammuca- E per quanto riguarda l’individuazione dei lavoratori che dovrebbero transitare alle altre aziende: con quali criteri verrebbero scelti? Si prevede un ‘trasferimento’ esclusivamente su base volontaria o si provvederà a stilare una graduatoria? E, se non dovesse essere applicato il principio della volontarietà, cosa succederà a chi oggi presta servizio in una località distante oltre 50 km dal nuovo posto di lavoro (Palermo) e rifiuterà, come da legge, di spostarsi?». La Fp Cgil Palermo chiede ancora di sapere verrà applicato lo scorrimento delle graduatorie di chi ha già sottoscritto il contratto a tempo indeterminato «e come ciò impatterà sui posti resi disponibili».

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