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ASP e Ospedali

L'intervista video

Asp di Trapani, Zappalà: «Il personale sarà potenziato di 600 unità»

Il commissario straordinario traccia un bilancio dopo quasi un anno dal suo insediamento. Tra i temi trattati la nuova dotazione organica in corso di approvazione, la gestione dell'emergenza Covid e la campagna vaccinale.

Tempo di lettura: 5 minuti

Dopo quasi un anno dal suo insediamento il commissario straoardinario dell’Asp di Trapani, Paolo Zappalà, traccia un primo bilancio nell’intervista di Insanitas (clicca qui per il video). Tra i temi trattati la nuova dotazione organica in corso di approvazione e che prevede un potenziamento del personale, la gestione dell’emergenza Covid e della campagna vaccinale e il progressivo ritorno alla normalità dell’assistenza sanitaria.

È presto per tracciare un bilancio del primo anno al vertice dell’ASP di Trapani?
«Sono arrivato all’Asp di Trapani il 10 agosto dell’anno scorso, quindi manca poco per spegnere la prima candelina. Dal punto di vista personale posso già dire che è stato un anno di grande arricchimento, sia a livello umano che professionale. Mi sono confrontato con una realtà grande ed articolata, un territorio vasto, ricco di eccellenze ma dove non mancano le criticità, c’è poi l’esperienza delle isole minori, che dal punto di vista gestionale è complicata e sicuramente ha arricchito di una nuova esperienza il mio bagaglio professionale».

Qual è oggi l’obiettivo primario dell’ASP?
«Ovvio che ora dobbiamo pensare soprattutto ad un progressivo ritorno alla normalità, anche sei i dati Covid delle ultime settimane ci suggeriscono di mantenere alta la soglia di attenzione. Tornare alla normalità significa soprattutto recuperare, in ciascuno dei nostri ospedali, le prestazioni sospese a causa del Covid. Proprio per questo ho di recente emanato due delibere che fissano due punti cardine per il prossimo futuro: il progressivo aumento del numero di interventi chirurgici ed il progressivo aumento delle prestazioni ambulatoriali, introducendo orari prolungati ed incrementando le prestazioni. Obiettivi che possiamo raggiungere grazie alle risorse., circa due milioni di euro, che la Regione Siciliana ci ha concesso».

L’Asp di Trapani quanti posti letto covid ha a disposizione?
«Sicuramente la pressione ospedaliera si è di molto abbassata, tanto che dei 171 posti letto predisposti nel pieno della pandemia adesso ne sono rimasti 40, 36 a Marsala, di cui 30 di isolamento e terapia subintensiva, 6 di terapia intensiva e 4 a Salemi di RSA dedicati ai pazienti covid in via di guarigione ma ancora positivi».

Quanti sono i posti occupati in questo momento?
«Abbiamo 10 pazienti in totale, 9 tra isolamento e terapia sub intensiva ed uno in terapia intensiva. Nessun ricoverato nella Rsa».

E sul versante contagi come va?
«Monitoriamo quotidianamente l’evoluzione dei contagi che negli ultimi mesi ha mostrato un trend di graduale miglioramento, anche se nelle ultime settimane abbiamo registrato un lieve rialzo. Oggi abbiamo in provincia 330 persone covid positive, quasi tutte asintomatiche e senza necessità di ricorrere a cure ospedaliere. Se pensiamo che nel pieno della pandemia siamo arrivati ad avere picchi di oltre 3300 persone contagiate ed oltre 100 ricoverati nei reparti covid, ci rendiamo conto che per fortuna la campagna di vaccinazione sta dando le sue risposte».

A proposito, come procede la campagna vaccinale?
«Il nostro target è di 373 mila persone da vaccinare, che è la popolazione over 12 anni residente nella provincia di Trapani. Ad oggi il 65% del target ha fatto la prima dose, il 50% la seconda dose».

Soddisfatto?
«Ni! Se quasi tutti i Comuni della provincia sono a buon punto e sono convinto che nel giro di un paio di mesi arriveranno al target del 70% di copertura vaccinale, riscontro anche sacche di resistenza nella popolazione. In particolare mi preoccupa la situazione di Pantelleria dove solo poco più del 48% del target ha fatto la prima dose. Per questo ho coinvolto tutti i medici di medicina generale, anche nelle iniziative di sensibilizzazione sul territorio. Con questo obiettivo, l’Azienda ha anche promosso una campagna ‘porta a porta’ raggiungendo le zone più remote dell’isola con un mezzo mobile. Stiamo mettendo in campo tutto l’impegno necessario per migliorare la situazione, abbiamo fatto anche un video con tutti e sette i medici di famiglia dell’Isola che sono a stretto contatto con i residenti. Speriamo di raccogliere al più presto i frutti di queste azioni di sensibilizzazione. In effetti devo dire che già le prime risposte stanno arrivando».

Uno dei temi più attuali è quello delle nuove dotazioni organiche, cosa è previsto per l’Asp di Trapani?
«La Regione ci ha concesso un incremento di organico considerevole, aumentando di 24 milioni di euro il nostro tetto di spesa per il personale, che ora in totale ammonta a 215 milioni di euro. Questo significa per la nostra Asp circa 600 unità di personale in più, alcuni amministrativi ma in gran parte sanitari. Ci saranno ovviamente stabilizzazioni, ma la maggior parte dei posti di lavoro derivanti dall’approvazione dell’aumento del tetto di spesa previsto dalla Regione, determineranno nuove assunzioni. Anche perché l’età media della nostra Asp è molto alta, circa 55 anni, quindi abbiamo necessità di prepararci ad un turnover importante».

Non sempre però i posti di lavoro disponibili vengono riempiti…
«Esattamente. Questo è un tema centrale per me. Purtroppo se non si garantiscono alti livelli di qualità gli ospedali di provincia non riescono ad avere attrattività per i giovani medici. Allora bisogna puntare su modelli organizzativi performanti, cioè creando Centri di eccellenza al pari con l’evoluzione della scienza e delle pratiche cliniche più all’avanguardia. Abbandonare logiche localistiche per pensare alla nostra azienda come una rete di eccellenza sul territorio. La sfida è riuscire ad offrire il meglio possibile ai nostri cittadini, non per forza ‘sotto casa’ ma sicuramente all’interno della provincia. Altrimenti corriamo il rischio di duplicazioni e di un inevitabile appiattimento verso il basso, a scapito della qualità, che poi determinano il fenomeno al quale lei ha fatto cenno. Giusto per farle un esempio, abbiamo fatto un concorso per assumere 13 dirigenti medici di cardiologia, hanno risposto solo in 7, e c’è andata bene. Questa è la dimostrazione che avere a disposizione i fondi per fare le assunzioni è fondamentale, ma non basta. Occorre ragionare, come stiamo facendo, per reti cliniche e percorsi di cura integrati, offrendo ai medici la garanzia di lavorare in un ambiente performante e di qualità, che è poi anche la migliore garanzia che possiamo e dobbiamo dare all’utenza».

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