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ASP e Ospedali

Stato di agitazione

Asp di Trapani, infermieri a un passo dallo sciopero

Proclamanato lo stato di agitazione. Il Nursind denuncia «la grave carenza del personale infermieristico e Oss in tutti i presidi ospedalieri e in particolare ad Alcamo e Castelvetrano».

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TRPANI. Proclamato lo stato di agitazione degli infermieri dell’Asp di Trapani. Il Nursind ha richiesto al prefetto l’incontro per le procedure di raffreddamento, propedeutiche a scongiurare lo sciopero.

Il sindacato denuncia «la grave carenza del personale infermieristico e Oss in tutti i presidi ospedalieri e in particolare ad Alcamo e Castelvetrano».

La segreteria guidata da Salvo Calamia (nella foto) chiede inoltre chiarimenti sulle spese sostenute dall’Asp di Trapani in occasione dell’emergenza Covid-19 e sul «fondo per i compensi per lavoro straordinario e per la remunerazione di particolari condizioni di disagio, pericolo o danno».

In particolare il sindacato chiede chiarimenti sulle particolari condizioni di lavoro e l’elenco del personale che non ha percepito, nonostante la capienza del fondo, per dicembre 2019, il trattamento accessorio.

Il Nursind minaccia lo sciopero anche «per via dell’esponenziale aumento in alcuni reparti dei carichi di lavoro in capo al personale che subisce turni ardui che giungono a durare persino 12 ore consecutive, soprattutto al San Antonio Abate».

Infine il Nursind solleva i problema dei ritardi nell’erogazione dispositivi di protezione individuali e la mancata convocazione della Rsu per la definizione dei percorsi per l’assegnazione del premio Covid.

«La nostra paura- spiega Calamia- è che la ricaduta sull’andamento del trend assistenziale possa essere inficiata da tanto caparbio rifiuto di dialogo e confronto e della dovuta trasparenza. I lavoratori vedono venir meno i loro diritti, e in assenza della possibilità di un qualsivoglia contraddittorio extragiudiziale rischiano di somatizzarne gli effetti deleteri in uno stress lavorativo. Ciò potrebbe essere controproducente per tutti gli elementi coinvolti nell’assistenza. Chiediamo di realizzare, come da protocollo, il tentativo obbligatorio di conciliazione al fine di risolvere lo stato di agitazione».

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