paolo zappalà

ASP di Trapani, il bilancio del commissario Paolo Zappalà a 4 mesi dall’insediamento

10 Dicembre 2020

"Facendo patrimonio degli insegnamenti che questa pandemia ci avrà lasciato, bisognerà agire avendo il coraggio delle scelte"

 

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Sono passati 4 mesi dall’insediamento del commissario Paolo Zappalà al vertice dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani. Com’è facile ricordare Zappalà arriva in Sicilia dopo l’ultimo “terremoto” giudiziario che ha scosso la sanità isolana, quello dell’inchiesta “Sorella Sanità” che ha portato in galera (e da pochi giorni agli arresti domiciliari) l’ex direttore generale dell’ASP 9 Fabio Damiani. In questi 120 giorni la priorità anche a Trapani come nel resto d’Italia è stata quella di garantire un’adeguata risposta sanitaria alla pandemia.

“Subito siamo intervenuti sull’emergenza contrattualizzando più di 200 persone tra personale sanitario e amministrativo perché era evidente che il primo dei problemi era appunto quello legato alla carena di personale – afferma Paolo Zappalà – Adesso posso dire finalmente che abbiamo personale a sufficienza per fronteggiare il Covid dal punto di vista ospedaliero. Rimane ancora qualche criticità sulle campagne di screening, specie in previsione degli arrivi in porti e aeroporti per le prossime festività. Sarà indispensabile reperire personale sanitario da assegnare a questa funzione”.

Oltre al reperimento del personale quali sono state le altre iniziative messe in campo per fronteggiare questa crisi?

L’organizzazione che ci siamo dati è quella che si è mostrata vincente, cioè quella distinta per intensità di cure puntando sull’aumento dei posti letto. Abbiamo attivato 36 posti letto di terapia intensiva, tutti a Marsala. Ben oltre i 18 previsti. Ieri mattina avevamo 31 posti liberi e, nel corso di questa seconda ondata, per fortuna, non siamo mai andati oltre i 10 posti occupati. Per quanto riguarda i posti di media e bassa intensità abbiamo attivato 120 posti letto, di cui 30 a Mazzara e 90 a Marsala. Di questi fino a ieri avevamo 1 solo posto libero a Mazzara ma ben 39 posti liberi a Marsala. Abbiamo anche 15 posti letto post acuzie a Salemi ed altri 32 posti disponibili nel Covid hotel di Erice. A Salemi i posti al momento sono tutti occupati mentre a Erice ieri erano presenti solo 10 ospiti. Si tratta di persone clinicamente guarite ma potenzialmente ancora contagiose che, per motivi diversi, non sarebbe prudente far tornare a casa. Nel complesso posso dire che si siamo in una situazione profondamente diversa da quella, veramente complicata, che ho vissuto qualche mese fa da Zappalà in Abbruzzo. Ovviamente non è il caso di abbassare la guardia ma in questi 4 mesi non ho mai avvertito il rischio di rimanere senza posti letto disponibili

Da cosa può essere determinata questa differenza fra la sua prima esperienza a Pescara e questa in corso a Trapani?

Credo che i motivi siano essenzialmente due, il primo è che siamo diventati più bravi e tempestivi nei tracciamenti, per cui sono molti di più i pazienti presi in tempo e sottoposti alle cure prima di sviluppare complicanze. Il secondo motivo risiede proprio nei diversi piani terapeutici ormai consolidati per le diverse tipologie di pazienti. Ricordiamoci che per lunghe settimane, nel corso della prima ondata, purtroppo si andava a tentoni.

Tutto sotto controllo allora?

Il sistema ospedaliero in provincia di Trapani regge e regge bene, tanto che gran parte dei pazienti transitati dai reparti Covid della nostra ASP provenivano e provengono da altre province, più che altro dalla vicina area ovest del palermitano. Certo, siamo pur sempre nel pieno di una pandemia con tutte le difficoltà che comporta un evento assolutamente straordinario come questo. Ad esempio due settimane fa, a causa del picco improvviso che ha investito l’intera isola, abbiamo deciso di ridurre l’attività operatoria ordinaria. Una scelta non dovuta alla mancanza di posti letto o a carenze strutturali dei nostri ospedali, ma unicamente dettata dalla necessità di garantire la presenza degli anestesisti nei reparti covid che purtroppo, come si sa, sono professionisti molto difficili da reperire sul mercato del lavoro. Però mi piace ricordare che se da un canto, solo nell’ospedale di Marsala, è stata sospesa l’attività chirurgica non Covid, d’altro anto la sala operatoria non è rimasta ferma e sono stati effettuati ben 5 interventi chirurgici su pazienti Covid provenienti da tutta la provincia.

Un altro compito che ha tenuto impegnate le aziende sanitarie nelle ultime settimane è stato quello degli screening. Com’è andata a Trapani?

Secondo gli ultimi dati raccolti ieri sono 2602 i positivi in provincia di Trapani mentre sono 2226 i pazienti guariti dall’inizio della pandemia. Abbiamo fatto circa 52 mila tamponi, in particolare sulla popolazione scolastica ed in modalità drive in. Un numero che rappresenta un record in Sicilia. Da questi 52 mila tamponi abbiamo rilevato 259 persone che, dopo il test rapido, sono risultate positivi anche al tampone molecolare. L’attività di screening è fondamentale perché fa parte integrante di quel piano anti covid che abbiamo pensato e che si fonda su 3 blocchi: la rete ospedaliera, la sorveglianza territoriale e la capacità dei laboratori.

Questi tre blocchi vanno di pari passo?

Sulla risposta ospedaliera come le dicevo la situazione è abbastanza tranquilla, idem per quanto riguarda la sorveglianza territoriale, con gli screening abbiamo dato dimostrazione fino ad ora di avere un’ottima capacità di risposta. Sicuramente bisogna migliorare la capacità di elaborazione dei test da parte dei nostri laboratori. Proprio su quest’ultimo punto è in atto un piano di potenziamento che si basa su due direttrici, da un canto la diversificazione delle metodiche, al fine di poter analizzare la più ampia gamma di test possibile, l’altra direttrice riguarda la strumentazione. Abbiamo comprato una macchina formidabile, il Panter, che arriverà il prossimo 15 dicembre e ci farà passare da una capacità di elaborare circa 250 tamponi al giorno a 800, anche 1000 tamponi al giorno.

Se dovesse tracciare un bilancio di questi 4 mesi?

Venendo da fuori regione posso dire di aver trovato un’azienda dotata di enormi potenzialità, grazie alle tantissime professionalità di alto livello che sono presenti ed anche in funzione di talune eccellenze strutturali che non mancano. Occorre sicuramente migliorare ragionando soprattutto sulla ottimizzazione della rete. La via maestre è quella di lavorare sulle casistiche, sui volumi che determinano l’expertise. E’ chiaro che ci sono anche delle criticità, manca ad esempio in tutta la provincia una radiologia interventistica, ci sono delle carenze nella medicina nucleare, non abbiamo una gamma camera per le scintigrafie, abbiamo un solo acceleratore nucleare. Non c’è un reumatologo, abbiamo anche fatto un avviso pubblico per assumerne uno ma il medico che lo ha vinto ha deciso di non firmare, penso proprio perché su questo campo l’azienda non era attrattiva. Insomma come si vede è il cane che si morde la coda. Anche per questo, facendo patrimonio degli insegnamenti che questa pandemia ci avrà lasciato, bisognerà agire avendo il coraggio delle scelte”

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