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ASP e Ospedali

Ma l'Azienda replica

Asp di Palermo, sindacati all’attacco contro le possibili revoche degli incarichi dirigenziali

Vanno avanti le proteste contro la bozza del nuovo regolamento, giudicata «lesiva della dignità dei lavoratori». Dall'Azienda sanitaria provinciale hanno già sottolineato che si tratta «di una proposta che diventerà tema di dibattito e confronto con le Organizzazioni sindacali».

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. Vanno avanti le proteste dei sindacati contro la bozza di regolamento degli incarichi dirigenziali (Area Sanità) dell’Asp di Palermo. Cimo, Anaao Assomed, Cgil, Cisl Medici, Uil, Fesmed e Fvm puntano l’indice contro «la possibilità da parte della Direzione di prevederne la revoca per motivazioni che non trovano supporto e riscontro nella normativa e nel CCNL e che non hanno precedenti, che si configurano come atti di intimidazione, di discriminazione, di vessazione, di penalizzazione, di persecuzione e lesivi della dignità dei lavoratori dipendenti a fronte di diritti garantiti da norme anche di natura costituzionale».

Nei giorni scorsi l’Asp, contattata da Insanitas, aveva così risposto a una simile protesta della Fials: «Si tratta di una proposta che, in quanto tale, diventerà tema di dibattito e confronto con le Organizzazioni sindacali».

Intanto, gli altri sindacati aggiungono: «Si prevede la revoca dell’incarico, ad esempio, nei casi in cui il dipendente sia anche dirigente sindacale o usufruisca legittimamente dei benefici di cui alla L. 104/92 per se stesso o per altri. La gravità delle proposte è inaudita. Senza alcun rispetto istituzionale e delle norme contrattuali. Altre fattispecie di motivazioni, altresì, rischiano di determinare un numero notevole di contenziosi». Da qui l’appello «a ritirare in quanto irricevibile la bozza di cui sopra e ad aprire un confronto preliminare».

Sotto accusa pure il regolamento per la verifica della idoneità al servizio del personale, «che presenta aspetti altrettanto inquietanti. Spiace constatare che in piena emergenza Covid-19, con lavoratori spesso vicini a condizioni da stress lavoro correlati anche per diffuse e gravi carenze di personale o con continuo rischio da burnout, prevede all’art. 4 “composizione e competenze del collegio interno” su tre componenti, un dirigente psichiatra e un dirigente psicologo, oltre al responsabile del macrolivello. E questo in riferimento non solo a problematiche “caratteriali o comportamentali” del personale ma anche a condizioni fisiche che facciano presumere l’inidoneità fisica permanente assoluta o relativa al servizio. Ora, pur prevedendola possibilità di acquisire da parte di tale collegio pareri tecnico-sanitari è evidente lo strumentale sbilanciamento su profili che avrebbero il compito di identificare ed eventualmente sanzionare il dipendente che è andato “fuori di testa”».

I sindacati firmatari della nota hanno inviato le bozze dei regolamenti all’Assessore Regionale della Salute «per le opportune valutazioni ed urgenti determinazioni» e si riservano «di adire tutte le opportune azioni giudiziarie in relazione ai danni prodotti e producenti a ciascuna correlata tipologia di responsabilità».

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