ASP e Ospedali

L'intoppo

Asp di Palermo, si blocca la stabilizzazione dei comandati

In seguito a una nuova norma nazionale è stato chiesto un parere alla Funzione Pubblica. La Fials: «Intanto aumentano i contratti in scadenza». La replica della direzione: «Stiamo rispettando le disposizioni vigenti».

Tempo di lettura: 5 minuti

Non si ferma la querelle all’Asp di Palermo per la stabilizzazione del personale comandato e dei precari Covid che già avevano fatto discutere nei mesi scorsi. Prima, però, il problema erano le linee di priorità, cioè a quale categoria di lavoratori dare precedenza per le assunzioni a tempo indeterminato. Dopo varie discussioni tra l’amministrazione e i sindacati coinvolti si è deciso di procedere, ma nel frattempo una nuova norma nazionale scombina le carte e si torna all’impasse.

«Nel momento in cui abbiamo raggiunto l’accordo è intervenuta una nuova legislazione da parte della Funzione Pubblica che ha regolamentato le posizioni di comando in maniera diversa da come erano inquadrate precedentemente- precisa ad Insanitas Enzo Munafò, segretario provinciale della Fials- Noi avevamo chiesto all’azienda di procedere seguendo tre step di priorità. In primis, stabilizzare chi aveva già presentato domanda ai sensi dell’art. 20 comma 1 della legge 75 (Legge Madia), quindi, parliamo di coloro i quali hanno già tre anni di anzianità nell’arco di otto anni di servizio e su questi l’Asp di Palermo ha già iniziato e sta continuando a fare firmare i contratti di stabilizzazione a tempo indeterminato, circa 70 persone».

«Il secondo step prevedeva di stabilizzare tutto il personale in comando, ma nel frattempo è intervenuta una nuova legge nazionale per cui l’amministrazione dell’Asp, pur accettando di procedere alle assunzioni dei comandati, ha ritenuto di chiedere un parere direttamente alla Funzione Pubblica, perché rispetto a ciò che viene previsto nella legge nazionale l’Asp si trova in una situazione anomala, infatti, la posizione antecedente è molto diversa da altre aziende- aggiunge Munafò- La legge prevede che al massimo si possa dare la posizione di comando al 20% dei posti vuoti all’interno della dotazione organica, noi siamo ben oltre il 20%, per cui la Faraoni ha deciso di chiedere alla Funzione Pubblica come procedere».

La nuova legge impone di prorogare tutte le posizioni di comando fino al 31 dicembre 2022, al termine del quale i lavoratori tornare nelle aziende di partenza, situazione che si è già verificata per alcuni di loro. Infatti, se le aziende di origine danno l’autorizzazione l’Asp può rinnovare i contratti dei comandati fino al 31 dicembre, ma se il lavoratore non riceve il nullaosta dall’azienda di origine è chiaro che deve rientrare altrimenti perde il posto e a questo punto l’Asp di Palermo non può fare più nulla. Se, invece, il lavoratore ottiene la proroga dalla sua amministrazione di partenza allora, nel rispetto della normativa, l’Asp rinnova il contratto fino al 31 dicembre.

«La nostra preoccupazione in questo momento riguarda il fatto che le scadenze delle posizioni di comando sono tutte differenziate, ci sono persone a cui è già scaduto il contratto, pertanto due sono dovute tornare a Reggio Calabria, infatti, l’azienda non ha voluto più rinnovare il comando- continua il sindacalista Fials- Anche loro hanno le loro ragioni perché se tieni in posizione di comando delle persone il posto che veniva prima occupato da loro non può essere rioccupato dall’amministrazione, quindi resta disponibile in attesa che quella persona rientri, motivo per cui loro non possono dare le autorizzazioni a coloro i quali hanno vinto la mobilità in altre aziende. Le strutture sanitarie, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno deciso di fare rientrare i comandati, altrimenti perderebbero il posto. Adesso dal primo luglio ad altri è scaduto il contratto e non potendolo rinnovare a Palermo anche questi  tornano alla base».

La Funzione Pubblica ha ricevuto i quesiti della dottoressa Faraoni il 13 maggio, ma ancora non ha risposto, motivo per cui tutto resta bloccato e nel frattempo tanti dal 1 luglio stanno ritornando nelle aziende di partenza. «Abbiamo chiesto all’amministrazione dell’Asp di conoscere il parere che hanno chiesto alla Funzione Pubblica, per capire qual è la preoccupazione della direzione che non gli consente di procedere all’applicazione della normativa così com’era precedentemente. L’amministrazione ha risposto bypassando tutto, dicendo che stanno procedendo secondo quello che abbiamo concordato, ma non rispondendo alla domanda specifica. Di fatto noi non sappiamo ancora cosa esattamente abbiano chiesto alla Funzione Pubblica. I trenta giorni di accesso agli atti dovrebbero essere finiti, ma ancora non sappiamo nulla e non capiamo perché l’Asp tenga “nascosta” questa lettera che invece dovrebbe essere resa pubblica, dato che parliamo di un atto pubblico».

Anche sul terzo step, cioè la stabilizzazione del personale Covid, non si sta procedendo. «L’amministrazione ha preso per buoni i punteggi che noi abbiamo fornito per le anzianità del personale Covid, perché vanno valutate in maniera diversa dalle anzianità ordinarie. Anche qui noi abbiamo detto come deve essere valutato il punteggio per ogni mese e per ogni anno di servizio prestato e l’amministrazione ha fatto il regolamento in maniera che le commissioni di concorso abbiano delle tabelle a cui attenersi per quanto riguarda l’anzianità di servizio, valutandole con il sistema che gli abbiamo dato noi. L’amministrazione dell’Asp ha dunque fatto la delibera e l’ha pubblicata, quindi, non ci dovrebbero essere problemi, la legge dice che coloro i quali hanno raggiunto i requisiti richiesti da luglio si possono stabilizzare, ma dalla Fials abbiamo chiesto di procedere prima con i comandati per le stabilizzazioni».

LA REPLICA DELL’ASP

Dalla direzione generale dell’Asp di Palermo, su richiesta di Insanitas, arriva la replica di Daniela Faraoni: «Stiamo lavorando nel rispetto delle disposizioni vigenti. Per il personale covid non è mai stata posta la questione della stabilizzazione, ma solo della valorizzazione delle attività rese in strutture adibite al contrasto del covid. Operazione, già, compiuta con l’adozione del regolamento che sarà applicato alle procedure concorsuali di interesse di quegli operatori».

Contribuisci alla notizia
Invia una foto o un video
Scrivi alla redazione




    1

    Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)


    Informativa sul trattamento dei dati personali

    Con la presente informativa sul trattamento dei dati personali, redatta ai sensi del Regolamento UE 679/2016, InSanitas, in qualità di autonomo titolare del trattamento, La informa che tratterà i dati personali da Lei forniti unicamente per rispondere al messaggio da Lei inviato. La informiamo che può trovare ogni altra ulteriore informazione relativa al trattamento dei Suoi dati nella Privacy Policy del presente sito web.

    Contenuti sponsorizzati

    Leggi anche