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ASP e Ospedali

Risparmi per oltre 2,5 milioni di euro all'anno

Asp di Palermo, niente più esterni per le commissioni invalidi civili

Il dg Candela: «Faranno tutto i dipendenti dell'Azienda. Questa decisione assicura trasparenza e risparmi immediati». I contratti esterni scadranno a fine anno e non verranno rinnovati.

Tempo di lettura: 2 minuti

Addio agli incarichi esterni per le commissioni invalidi civili dell’Asp di Palermo, ad annunciarlo il direttore generale Antonio Candela  che ha deciso di renderle “interne”. Già dal primo gennaio gli esami verranno compiuti solo dal personale dell’azienda sanitaria che, per questa mansione, non riceveranno un euro in più rispetto allo stipendio.

Un tagli netto che garantirà un risparmio di oltre due milioni e mezzo all’anno per le casse dell’Asp 6.

Ogni anno erano infatti circa duecento gli incarichi esterni, distribuiti con grande discrezionalità,  fra medici e tecnici chiamati a valutare le domande di invalidità. Per loro una redditizia attività che poteva raggiungere anche i 1.300 euro in più al mese.

Fino a ieri la commissione veniva formata pescando da un albo di idonei. Con la totale discrezionalità del manager. L’organismo attualmente è composto da otto membri: un presidente, un componente esperto in medicina generale, un altro esperto in medicina del lavoro, tre esperti (un geriatra, un internista e uno psichiatra), un operatore socio-sanitario e un dipendente dell’Asp con funzioni di segretario. A quest’ultimo vanno circa 200 euro. Cifre che salgono per gli altri, giungendo fino a 1.300 euro al mese.

«In questi giorni mi sono trovato di fronte a un bivio- afferma Antonio Candela- Potevo decidere di rinnovare i contratti vigenti o mettere un punto. Ho deciso per questa seconda opzione, cioè mettere fine a questa prassi. Faranno tutto i dipendenti dell’azienda che dirigo. Credo che questa decisioni assicuri trasparenza all’attività amministrativa e risparmi immediati. La decisione arriva solo oggi perché intervenire prima avrebbe significato l’interruzione di contratti in essere, col rischio concreto di costosi contenziosi. Ma quei contratti non verranno rinnovati».

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