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ASP e Ospedali

La vertenza

Asp di Palermo, niente accordo sulla ripartizione degli incentivi Covid

Al termine di un tavolo tecnico con la direzione i sindacati ribadiscono: «Sui criteri non si è ancora pervenuti ad una soluzione condivisa».

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. «Sui criteri di ripartizione degli incentivi Covid al  personale dell’Asp di Palermo non si è pervenuti ad una soluzione condivisa». Lo fanno sapere i sindacati della dirigenza medico-sanitaria, commentando l’esito del tavolo tecnico con la direzione aziendale e sottolineando: «I Fondi Contrattuali 2020 ad oggi, con grave ritardo e nonostante precedenti solleciti di  parte sindacale, non risultano essere stati adottati e deliberati».

Secondo Anaao Assomed, Cgil Medici, Cimo, Cisl Medici, Fesmed, FVM, Fials ed Uil «la determinazione dei Fondi Aziendali, anche provvisoria, oltre ad essere obbligo di legge, costituisce elemento imprescindibile per poter quantificare correttamente anche l’entità esatta degli incentivi in oggetto. I Fondi per l’anno 2020, così come quelli del 2019, dovranno infatti tenere conto degli incrementi derivanti dall’applicazione del CCNL siglato il 19.12.2019 e anche di  quelli derivanti dall’applicazione del D.Lgs. 35/2019 (Decreto Calabria) relativi agli eventuali incrementi del personale dipendente sia a tempo indeterminato che a tempo  determinato in servizio nell’anno 2020 rispetto a quello in servizio nel 2018».

A parere dei sindacati «oltre alla corretta quantificazione dei Fondi contrattuali è indispensabile conoscere il loro impiego e lo speso, riportato analiticamente al 31.12.2020, per singola Area  contrattuale. La cifra di € 794.309,31, dichiarata dall’Azienda nel documento inviato alle OO.SS., relativa alle somme già liquidate per remunerare le prestazioni correlate alle condizioni di lavoro per l’anno 2020 è invece indistinta per le due Aree contrattuali senza alcuna specifica analitica dello speso e dell’incidenza sul Fondo di pertinenza sia della dirigenza medico-sanitaria che del comparto. Non si ha quindi contezza dell’eventuale sforamento del Fondo per le condizioni di lavoro, unica condizione per la decurtazione proposta agli incentivi Covid, che in caso contrario dovranno essere attribuiti nella loro interezza, al netto degli oneri sociali e Irap».

Infine, i sindacati sottolineano: «Il metodo proposto non è pertanto condivisibile e poco rileva quanto affermato da parte aziendale sui tempi ristretti in cui chiudere la trattativa con le OO.SS. dal  momento che i vistosi ritardi che si sono accumulati non sono ascrivibili a responsabilità delle stesse OO.SS. Si ribadiscono inoltre le precedenti osservazioni già esposte nella Nota a firma delle  scriventi OO.SS. della dirigenza medico-sanitaria inviata il 17 maggio». (clicca qui per il relativo articolo di Insanitas).

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