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Asp di Palermo, la Fials contenta a metà: «Siano stabilizzati tutti i 647 lavoratori precari»

11 Ottobre 2019

Il sindacato commenta così l'annuncio dell'azienda relativo al via dell'iter per i primi 386 operatori: «Bene l'applicazione della legge Madia, ma sia estesa a tutti gli aventi diritto». Confermato lo sciopero del 15 ottobre.

 

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PALERMO. Dopo l’annuncio dell’Asp di Palermo relativo all’avvio dell’iter per stabilizzare i precari (leggi qui), arriva ora la reazione della Fials.

«La Direzione generale capitanata dalla manager Faraoni ha finalmente accettato che anche al personale contrattista si applica la legge Madia, così come sostenuto da sempre dalla Fials a sostegno delle lotte fin qui portate avanti, non ultimo lo sciopero già indetto per il 15 ottobre che resta confermato mantenendone inalterate le motivazioni», scrive il sindacato.

E aggiunge: «La decisione assunta dall’azienda, comunicata ai giornali, ad oggi non è stata ufficialmente fornita ai sindacati, incorrendo nel rischio di comportamento antisindacale. Il confronto con i sindacati è richiesto anche dalla legge Madia. Questa normativa inoltre prevede l’applicazione della norma all’intera platea dei 647 aventi diritto, e non ad una sola parte così come deciso dall’Asp che ne stabilizza 386 rinviando al 2020 il restante personale».

Queste le osservazioni principali che la Fials avanza, «non conoscendo la portata del provvedimento nella sua interezza», dicono Enzo Munafò e Giuseppe Forte, rispettivamente segretario generale provinciale e vicesegretario della federazione sindacale.

Inoltre il sindacato «ringrazia per l’impegno profuso nel tentativo di risoluzione di questa vertenza, l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, ma giorno 15 chiederemo un ulteriore sforzo in direzione dell’applicazione integrale della legge Madia, pur prendendo atto che la dottoressa Faraoni ha fatto un passo avanti in direzione di Fials e dei precari Asp applicando la Madia, anche se chiediamo che venga applicata nella sua interezza e non cambiando le qualifiche e non consultando i sindacati».

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