ASP e Ospedali

L'appello

Asp di Palermo, i sindacati: «Siano resi noti i risultati della ricognizione dei precari»

«La pubblicazione del censimento permetterebbe di identificare i dirigenti a tempo determinato che hanno maturato, alla data odierna, il diritto ad essere stabilizzati».

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PALERMO. L’Asp di Palermo renda noti i risultati della ricognizione del personale precario. È la richiesta inoltrata dai sindacati, che sottolineano: «La pubblicazione del censimento permetterebbe di identificare i dirigenti a tempo determinato che hanno maturato, alla data odierna, il diritto ad essere stabilizzati secondo le normative vigenti». In particolare, Anaao, Cgil Medici, Cimo, Cisl Medici, Fesmed, FVM Sezione Fials Adms, Fvm Sivemp, Fvm Fismo e Uil medici fanno riferimento all’avviso di ricognizione emanato il 10 febbraio del 2020.

«L’Azienda pur avendo pubblicato diversi avvisi per la stabilizzazione ex art. 20 comma 1 del D. Lgs. 75/2017 per differenti profili e discipline della dirigenza, ne ha esclusi altri (vedi dirigenti Medici di Chirurgia, Dirigenti Biologi, ecc.) preferendo procedere direttamente con la mobilità e/o con le prove concorsuali», aggiungono i sindacati, sottolineando che «le procedure volte al superamento del precariato devono sempre precedere i bandi concorsuali; questa Amministrazione, invece, dopo il censimento del mese febbraio 2020 ha provveduto alla stabilizzazione di alcuni profili e discipline escludendone altri, determinando di fatto una grave discriminazione tra i dirigenti».

Da qui, appunto, la richiesta «di rendere nota la ricognizione del personale precario già censito a febbraio 2020 e di procedere celermente alla stabilizzazione di tutti i Dirigenti Medici e Sanitari attualmente in possesso dei requisiti previsti dalla “legge Madia” e s.m.i, considerato che siffatto personale, in questi anni e soprattutto nell’emergenza pandemica, ha prestato e presta servizio con grande impegno ed abnegazione rinunciando spesso a periodi di riposo ed affrontando pesanti turni di lavoro nei reparti e nei laboratori».

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