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ASP e Ospedali

La protesta

Asp di Palermo, i sindacati: «Medici assunti senza sapere la sede di assegnazione»

È quanto segnalano Anna Zizza (Fials Medici), Angelo Collodoro (Cimo), Antonino Lo Cicero (Anaao-Assomed) e Bruno Pinzello (Fesmed).

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. Assunzione di medici e contratti firmati senza indicare la sede e l’unità operativa di assegnazione. È quanto segnalano Anna Zizza (nella foto), segretario aziendale Fials Medici, Angelo Collodoro del Cimo, Antonino Lo Cicero di Anaao Assomed e Bruno Pinzello di Fesmed.

I sindacati in una nota chiedono all’Asp di Palermo di indicare espressamente, come previsto dalla normativa e dal contratto collettivo, «l’assegnazione della sede e dell’unità operativa perché la sua omissione costituisce violazione di norme imperative e non è prevista decisione discrezionale dell’Azienda».

Insanitas ha contattato l’Asp di Palermo, non appena dovesse arrivare una replica sarà pubblicata.

Secondo la Fials, Anaao Assomed, Cimo e Fesmed «non appare comprensibile la motivazione addotta nei contratti individuali, di assegnare le sedi che si renderanno disponibili dopo la mobilità interna e i processi di sistemazione delle eccedenze, perché a queste si doveva procedere prima delle assunzioni del nuovo personale. Considerato che la situazione emergenziale non abolisce le procedure previste dalle norme di legge e dai contratti vigenti, questa amministrazione provveda prontamente ad adeguarsi».

I sindacati dei medici segnalano che «sono giunte al sindacato numerose segnalazioni di procedure nelle quali i medici hanno firmato senza avere contezza delle sedi e delle unità operative di assegnazione, ma facendo generico riferimento ai dipartimenti, elemento insignificante considerate le specialità di afferenza dei singoli dirigenti».

Zizza, Lo Cicero, Collodoro e Punzello ribadiscono che «in sede di attribuzione delle sedi ai vincitori di concorso, l’amministrazione non ha alcun potere discrezionale di gestione dei procedimenti e di valutazione discrezionale delle diverse situazioni, in quanto la destinazione è l’atto conclusivo di un tipico procedimento concorsuale, che è regolato dal bando e dai principi costituzionali».

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