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ASP e Ospedali

La protesta

Asp di Palermo, i sindacati: «Contrari alla contrazione dell’organico»

«Non parteciperemo ad alcuna convocazione per consentire soltanto la formale procedura d’adozione di un piano triennale di fabbisogno che avrebbe gravi ricadute sul personale ma soprattutto sui cittadini-utenti».

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PALERMO. «Non saremo complici di scelte “irricevibili”. E se esiste un problema di tetto di spesa e su aspetti legati alla sua negoziazione che tutti gli attori di questa proposta si assumano le relative responsabilità di cui dovranno rispondere, si ribadisce, agli operatori e ai cittadini-utenti». Lo scrivono in una nota ANAAO ASSOMED, CGIL FP, CGIL MEDICI, CIMO, CISL Medici, FESMED, FEDIRETS-DIREL, FIALS, FVM, SIVeMP, FVM FISMO, FVM FIALS, NURSING UP, UIL FLP, UIL MEDICI rivolgendosi a Daniela Faraoni, dirigente generale dell’Asp di Palermo e all’assessorato alla Salute. I sindacati sottolineano: «Non parteciperemo ad alcuna convocazione per consentire soltanto la formale procedura d’adozione di un piano triennale di fabbisogno  con importanti criticità che avrebbe gravi ricadute sul personale ma soprattutto sui cittadini-utenti, non consentendo di garantire i LEA, il raggiungimento degli obiettivi ed il recupero delle liste  d’attesa».

I sindacati già nei giorni scorsi avevano contestato la bozza della nuova dotazione organica dell’Asp. Ora, appunto, ribadiscono le motivazioni del dissenso: «In questo scenario che ha messo a dura prova il personale medico, sanitario e non, sottoposto ad estenuanti turni di lavoro e coinvolto nelle prestazioni prima del tracciamento del contagio e poi delle vaccinazioni, da alcuni giorni ci viene proposta dalla Direzione Strategica una bozza del piano triennale del fabbisogno del personale che prevede una grave contrazione degli organici anche rispetto alla precedente del 21/10/2020 verso la quale erano già stati espressi pareri fortemente negativi e sulla quale peraltro erano state inviate in uno spirito propositivo e di collaborazione numerose osservazioni. Tranne rare eccezioni nessuna delle osservazioni avanzate allora è stata accettata anzi nella maggior parte dei casi si è verificato un grave arretramento».

Secondo i sindacati «la prima criticità è relativa ad un’evidente carenza: non è stato previsto l’atteso potenziamento del settore della Prevenzione e il suo rafforzamento strutturale. Andavano previsti investimenti per la Prevenzione, in particolare una strutturazione atta a presidiare la sicurezza del territorio e invece si è abbondantemente tagliato. In tante occasioni la Direzione Strategica di questa Azienda non ha mostrato la dovuta attenzione alle richieste delle OOSS inerenti le condizioni di lavoro del personale già carente nei numeri e nell’organizzazione, il mancato rispetto delle normative contrattuali nelle assunzioni senza assegnazione delle sedi di lavoro, le procedure di stabilizzazione del personale che possiede i requisiti e le mobilità, quando espletate con criteri non oggettivi, condizioni che hanno tutte ricadute sulle dotazioni organiche».

Con l’auspicio di poter superare a breve la grave emergenza pandemica, l’Asp dovrà sostenere l’altra impegnativa prova del ritorno alla normalità e recuperare le prestazioni ordinarie che i cittadini cercano adesso di ottenere con l’unica modalità in atto disponibile, riversandosi ed intasando le sale di attesa delle aree di emergenza. Per lo più si tratta di prestazioni ambulatoriali (consulenze specialistiche, accertamenti diagnostici e di laboratorio, indagini di screening oncologici, attività di riabilitazione, assistenza domiciliare) che dovrebbero ricadere soprattutto sull’assistenza territoriale delle Aziende Sanitarie, ma anche d’interventi chirurgici in elezione, sospesi e rinviati per l’emergenza pandemica.

«Ci sono servizi allo sbando, come l’assistenza territoriale e tutto ciò che concerne la salute mentale e le tossicodipendenze. Poi c’è carenza cronica di personale nei distretti. La sottodotazione dell’organico è antecedente all’insediamento dell’attuale dirigente generale dell’Asp, ora nonostante siamo in piena pandemia siamo ridotti anche peggio perché nel frattempo ci sono stati moltissimi pensionamenti- precisa ad Insanitas Angelo Collodoro, sindacalista del Cimo- La dotazione organica deve rispettare i parametri di legge che riguardano i vari servizi che devono essere ospedalieri o territoriali, ma qui non succede. Tutti i sindacati firmatari pensano che l’operato della dirigente dell’Asp sia insufficiente ed inadeguato. Dato che ha fatto nuovamente la convocazione come se nulla fosse, noi precisiamo che non parteciperemo ad alcuna convocazione per consentire soltanto la formale procedura d’adozione di un piano triennale di fabbisogno che avrebbe gravi ricadute sul personale ma soprattutto sui cittadini-utenti».

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