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ASP e Ospedali

La nota

Asp di Palermo, i sindacati contestano i criteri di ripartizione dei fondi Covid

«Le modalità non rispettano neanche il protocollo d’intesa stipulato con l’assessorato regionale alla Salute». Finora nessuna replica da parte dell'Azienda sanitaria provinciale, contattata da Insanitas.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. È stato bocciato quasi in toto il documento sui fondi Covid inviato dall’Asp di Palermo alle organizzazioni sindacali. «L’Asp ci ha inviato una nota con i criteri e le modalità di ripartizione dei fondi per il Covid che lascia molto a desiderare e lo stiamo contestando punto per punto perché non rispettano neanche il protocollo d’intesa tra l’assessorato regionale alla Salute e i sindacati- precisa Giuseppe Bonsignore (nella foto, Cimo Sicilia)- Inoltre, vogliono lasciare ai primari dei vari Reparti la possibilità di esprimere una valutazione qualitativa sull’impegno professionale dei dipendenti che rischia di diventare una valutazione arbitraria». Il documento di contestazione è stato firmato da Anaao Assomed, Cgil Medici, Cimo, Cisl Medici, Fesmed, FVM ed Uil.

Insanitas ha contattato l’Asp per avere una replica, non appena dovesse arrivare sarà pubblicata. Secondo il sindacalista del Cimo «in realtà, la valutazione dovrebbe essere esclusivamente quantitativa, calcolando le giornate di lavoro, anche se poi alla fine non avrà senso neanche questo, perché probabilmente l’unica ipotesi percorribile sarà quella adottata in altre Regioni in cui hanno dato un gettone forfettario che in Sicilia, sulla base delle risorse disponibili e dell’accordo con la Regione, può arrivare al massimo a 1.000 euro per i dipendenti di fascia A, a 600 euro per quelli di fascia B e 200 euro alla fascia C. Parliamo di cifre lorde che dovranno essere corrisposte non mensilmente ma per l’intero periodo da prendere in considerazione (da marzo a dicembre 2020) e si vuole ancora complicare la vita a queste persone dicendo che si deve fare un algoritmo o una proporzione matematica. Tutto ciò è veramente inaccettabile».

Bonsignore si rifiuta di riferirsi a questi incentivi come a bonus e precisa che a parte il fatto che le somme stanziate sono veramente esigue, i Decreti Nazionali da cui ha preso il via questa querelle infinita si riferivano all’incremento dei Fondi contrattuali per le condizioni di lavoro del personale sanitario, finalizzati al pagamento dei turni di guardia e dello straordinario e, solo per la parte rimanente, da riversare sul Fondo per la retribuzione di risultato. Quindi una parte di queste somme potrebbero essere destinate a ripianare l’eventuale sforamento del Fondo per le condizioni di lavoro di ciascuna area contrattuale e per la parte restante essere corrisposti come incentivi sulla base degli accordi regionali. «In atto, l’unica certezza che abbiamo è che in Sicilia non è arrivato un euro a nessun dipendente e comunque si sta parlando di corrispondere ai dipendenti delle cifre ridicole».

Rispetto al documento proposto dalla Direzione della ASP di Palermo ci sono poi una serie di punti da discutere e approfondire, «fermo restando che questa amministrazione non è ancora stata in grado di fornire alle organizzazioni sindacali la determinazione dei Fondi Contrattuali dell’ultimo biennio e dati certi su quanto sia stato realmente speso e quanto invece costituisca residuo da ribaltare sui fondi incentivanti. Anche questo risulta inaccettabile dal momento che la determinazione dei Fondi costituisce un preciso vincolo normativo e il CCNL vigente obbliga l’Azienda alla relativa informazione alle OO.SS. e alla successiva contrattazione decentrata. Tutto questo a distanza di un anno e mezzo dall’entrata in vigore del contratto di lavoro non è accaduto e oggi, senza alcun confronto, si vogliono imporre criteri di ripartizione di risorse economiche che non trovano fondamento in alcuna norma».

 

 

 

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