ASP e Ospedali

Il caso

Asp di Palermo, ancora sotto accusa il concorso per 53 informatici

Protestano il sindacato Csa-Cisal e gli stessi precari ai quali non è stato rinnovato il contratto. L'Asp ha già difeso le proprie ragioni.

Tempo di lettura: 3 minuti

Continuano le polemiche contro la decisione dell’Asp di Palermo di bandire un concorso per 53 programmatori. Ancora una volta a protestare sono il sindacato Csa-Cisal e i precari informatici, chiedendo di dare priorità alla stabilizzazione.

Concorso per informatici, ecco perchè è sotto accusa

«L’Asp di Palermo ha deciso di non rinnovare i contratti dei 53 programmatori assunti mediante concorso pubblico a tempo determinato durante l’emergenza Covid, ma nel frattempo non ha ancora finito di espletare il concorso per l’assunzione di quelli a tempo indeterminato: il risultato è che dal prossimo primo maggio l’Asp si ritroverà con 53 posti vacanti, benché previsti in pianta organica».

Lo afferma Giuseppe Badagliacca del sindacato Csa-Cisal che ha scritto al presidente della Sesta Commissione dell’Ars, Giuseppe Laccoto, all’assessore regionale Giovanna Volo, al Dirigente generale Salvatore Requirez e al Commissario straordinario dell’Asp di Palermo Daniela Faraoni.

Secondo il sindacalista «si tratta di una decisione miope e insensata e sulla quale chiediamo un’immediata convocazione alla Commissione Salute dell’Ars. Il 30 aprile i 53 programmatori assunti durante l’emergenza pandemica mediante un regolare concorso pubblico saranno mandati a casa, dopo ben 30 mesi di servizio; l’Asp di Palermo ha infatti scelto, in barba al buon senso e a spese dei contribuenti, di non stabilizzarli ma di indire un concorso esterno che però non si è ancora concluso. Da mesi contestiamo queste decisioni che mortificano le professionalità acquisite e sperperano denaro pubblico, ma ora al danno si aggiunge la beffa: ai precari non saranno rinnovati i contratti, sebbene il concorso sia ancora in itinere, col risultato che i posti in pianta organica rimarranno scoperti creando disservizi ai cittadini. Chiediamo che il Governo e il Parlamento regionale intervengano subito a tutela dei lavoratori e di tutti i siciliani per prorogare i contratti dando continuità ai servizi e procedere alla stabilizzazione consentita dalla legge».

La protesta dei programmatori dell’Asp

«Il 12 aprile si è svoltaa una riunione tra i sindacati e il Commissario Straordinario dell’ASP di Palermo D.ssa Daniela Faraoni ed è emerso che non verranno prorogati i contratti dei Programmatori in scadenza il 30/04/2023 pur in presenza delle risorse economiche in quanto i posti sono previsti in pianta organica e in attesa di essere coperti dai vincitori del concorso in itinere. Una decisione senza giusta causa quella di non prorogare i contratti perché i programmatori occupano posti vuoti in pianta organica». Lo scrivono i programmatori precari, aggiungendo: «La Sanità Siciliana ha bisogno di investimenti e risorse umane e non può permettersi di disperdere le professionalità e le competenze ch fino ad oggi sono stati utili. La politica da un lato è a favore di creare posti di lavoro, al fine di evitare che i giovani lascino la Sicilia e dall’altro lato l’azienda Asp di Palermo cerca di abbandonare quei lavoratori, di cui ha speso fior di quattrini per formarli».

«È l’ennesima ingiustizia e umiliazione ai danni dei 53 Programmatori, che vedono, pertanto, lesa la propria dignità. Non staremo a guardare dinanzi a queste prese di posizione del Commissario Straordinario dell’Asp di Palermo. Torneremo in piazza a manifestare insieme ai sindacati. La politica ha il sacrosanto diritto di prendersi le proprie responsabilità».

Concorso per informatici, la precedente replica dell’Asp

Nelle scorse settimane, come detto, il concorso per programmatori era stato al centro di polemiche e l’Asp di Palermo aveva replicato difendendo le proprie ragioni sulla base della normativa vigente: CLICCA QUI

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