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ASP e Ospedali

La nota del sindacato

Asp di Messina, Nursind all’attacco: «Prestazioni di 4 infermieri non pagate»

Il sindacato ha trasmesso tutti gli atti alla Corte dei conti, al ministero e all'assessorato della Salute. Sotto accusa un presunto debito di 1.350 euro in totale per un progetto per la tutela della salute delle popolazioni in aree a rischio ambientale.

Tempo di lettura: 2 minuti

«L’Asp di Messina non solo non ha pagato un debito di soli 1.350 euro nei confronti di quattro dipendenti, ma adesso rischia pure di far lievitare vertiginosamente l’importo».

Lo scrive il Nursind di Messina, il sindacato delle professioni infermieristiche guidato da Ivan Alonge (nella foto), che ha trasmesso tutti gli atti alla Corte dei conti, al ministero e all’assessorato della Salute.

Si tratta di somme rivendicate da 4 infermieri per un progetto svolto nel 2013: «Per questo debito ci sono persino i decreti ingiuntivi del tribunale-affermano dal Nursind- Ma niente, l’Azienda sanitaria non vuole saperne e ha fatto ricorso: scatterà così un processo ordinario con spese legali sicuramente maggiori in caso di sconfitta».

Dal sindacato aggiungono: «La vicenda risale al 2013 quando l’Asp di Messina varò un progetto per la tutela della salute delle popolazioni in aree a rischio ambientale, in collaborazione con l’Università di Messina. All’iniziativa presero parte alcuni infermieri in servizio presso l’ospedale di Milazzo. Per le prestazioni svolte i quattro avrebbero dovuto ricevere in totale 1.350 euro».

Secondo il Nursind «a distanza di quattro anni però l’Asp non ha pagato e i lavoratori si sono rivolti al Nursind di Messina. Il sindacato ha incaricato l’avvocato Francesca Ferro che ha presentato istanza al Tribunale del lavoro di Barcellona. Il giudice del lavoro, Valeria Todaro, ha accolto le richieste e con quattro decreti ingiuntivi ha invitato l’azienda al pagamento delle quote. L’Asp di Messina però ha deciso di impugnare i provvedimenti».

«L’inspiegabile decisione di opporsi ai decreti ingiuntivi– afferma Alonge- con conseguente apertura di quattro onerosi ricorsi ordinari senza neanche considerare vie transattive, potrebbe significare un utilizzo improprio ed evitabile di denaro pubblico. Appaiono tra l’altro infondate le motivazioni delle opposizioni, visto che è obbligo dell’azienda corrispondere quanto dovuto per l’attività professionale espletata dei propri dipendenti. In generale, crediamo che sarebbe comunque da verificare il numero dei contenziosi prodotti dall’Asp di Messina, anche alla luce del numero di autotutele poste in atto».

Il Nursind ha quindi chiesto alla magistratura contabile «di disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti esposti, valutando gli eventuali profili di illiceità anche penale degli stessi e, nel caso, individuare i possibili responsabili e procedere nei loro confronti».

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