ambulatorio infezioni

Asp di Messina, Alagna: «Aumenteremo le Usca e i tamponi con drive-in»

12 Novembre 2020

L'intervista di Insanitas al neo direttore sanitario, che annuncia le ulteriori misure di contrasto al Coronavirus.

 

di

MESSINA. Non si arrestano i contagi, continuano a crescere purtroppo anche i decessi. Per fronteggiare lo stato di emergenza Coronavirus, l’ASP di Messina sta lavorando per implementare ulteriori misure e adeguarsi alle linee previste dalla Regione.

Insanitas ne ha parlato con Bernardo Alagna (nella foto), dirigente medico anestesista e nuovo direttore sanitario dell’ASP di Messina, nominato spochi giorni fa dal direttore generale Paolo La Paglia.

La sua nomina ha coinciso con un periodo particolarmente complicato per la Sanità…
«Ho scelto forse il momento peggiore per iniziare questa ulteriore esperienza, ma il fatto di provenire da un settore che si occupava dell’emergenza-urgenza della provincia di Messina mi favorisce, perché ho già una perfetta conoscenza delle situazioni più critiche presenti nell’ambito del bacino, e questo mi gioverà nel lavoro che andrò a compiere».

Qual è lo scenario in cui si è ritrovato ad operare dopo aver assunto l’incarico?
«La situazione è quella che è diffusa in tutta la Sicilia, con i casi da Covid-19 in aumento. Stiamo quindi, mettendo in campo tutte le azioni che servono per contenere e circoscrivere questo incremento. In particolare, i provvedimenti su cui stiamo lavorando prevedono sia il potenziamento sul territorio delle USCA sia un maggiore rafforzamento degli ospedali con riferimento ai posti letto».

Il tema dei posti letto preoccupa parecchio… 
«Abbiamo ancora margini di ricovero percentualmente ampi, anche perché sono state messe in campo convenzioni con le Case di cura private, in cui poter ricoverare pazienti che necessitano di cure a bassa intensità. Abbiamo a disposizione circa una sessantina di posti, di cui possiamo avvalerci in caso di emergenza. Inoltre, ho avuto un colloquio con il capo Dipartimento delle cure ospedaliere per verificare sia il numero che l’efficienza dei posti letto negli ospedali, perché è importante avere contezza della capienza di cui disponiamo, e poter essere sempre in linea con l’andamento della curva epidemiologica. Per quanto riguarda le terapie intensive, come ASP abbiamo aperto due posti nel Covid Hospital di Barcellona, ma soprattutto le Aziende ospedaliere cittadine come Policlinico e Papardo, stanno attualmente potenziando sia le sub-intensive che le intensive».

Come avverrà il rafforzamento delle USCA?
«La nostra intenzione è quella di arrivare dalle 13 USCA già attive nel Messinese alle 32 previste dalle linee di indirizzo dell’assessorato regionale alla Salute, che richiede 1 unità ogni 25.000 abitanti. Stiamo elaborando un cronoprogramma, in modo che sia tutto pronto entro fine mese. Si tratta di uno sforzo organizzativo notevole che comporta un recupero di medici, infermieri, di personale e di autisti soccorritori che possano ottemperare ai tamponi e alla sorveglianza sanitaria dei pazienti. A me interessa soprattutto che le USCA abbiano una propria cabina di regia, che le coordini e dispieghi al meglio la loro capacità clinica sul territorio. Spesso infatti, tali Unità sono maggiormente occupate a fare tamponi piuttosto che a sorvegliare l’andamento clinico dei positivi in isolamento domiciliare, i quali devono essere monitorati e ricoverati nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare. Vogliamo quindi potenziare questo servizio tra emergenza-urgenza e USCA sul territorio, finora un po’ lento».

C’è in corso un’interlocuzione con i Comuni…
«Stiamo lavorando alacremente insieme ai sindaci, che ci stanno offrendo la propria disponibilità anche attraverso l’individuazione di locali per attivare queste ulteriori USCA. Il commissario per il Covid, il dott. Crisicelli, ha già fatto una ricognizione per i siti dove saranno collocate le nuove Unità sia nella zona ionica che in quella tirrenica, prevedendo anche quelle specificamente dedicate all’ambiente scolastico. Saranno implementati poi i Covid hotel, strutture recettive che servono a ricoverare quei pazienti che devono fare la quarantena, ma le cui condizioni domiciliari non sono idonee o che provengano da fuori».

Per quanto riguarda l’attività di screening che novità ci sono?
«Stiamo lavorando al servizio dei tamponi con drive-in, aumentando i luoghi in cui poterli effettuare nell’ambito della provincia, in modo da velocizzarne l’esecuzione ed evitare lunghe attese a chi deve sottoporsi al test. Chi presenta sintomi o è stato a contatto con un positivo, può prenotarsi tramite le USCA. Sono misure importanti perché potenziano l’azione di screening sul territorio, la ricerca di asintomatici o la conferma di pazienti che abbiano già sintomi».

Tornando ai contagi, preoccupa in particolare la parte ionica della Provincia…
«Il commissario Crisicelli mi ha riferito che da luglio ha notato un aumento di casi in questa zona che non è mai sceso e anzi si è stabilizzato. Pe questo vedremo di organizzare al più presto le USCA e i tamponi drive-in anche lì,  abbiamo avuto un incontro con i sindaci dei comuni per accordarci in tal senso».

Da ex direttore della centrale SEUS 118 di Messina, cosa pensa  del recente focolaio alla Seus?
«Si è verificato un numero di positivi elevato tra i soccorritori, ma sono stati rapidamente intercettati e tamponati. Fin quando sono stato io direttore, nel mio bacino abbiamo avuto soltanto autisti-soccorritori che si sono positivizzati nella zona rossa di Galati Mamertino, ma si tratta di 2-3 persone, che sono in isolamento domiciliare».

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Seguici su Facebook

Made with by DRTADV