Asp di Enna, in arrivo un’area Covid all’ospedale di Piazza Armerina

10 Novembre 2020

I componenti dell'Unità di Crisi, alla presenza del Direttore Generale Francesco Iudica, si sono riuniti per adottare specifici provvedimenti in riferimento all'evoluzione della pandemia.

 

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I componenti dell’Unità di Crisi per l’epidemia COVID19 dell’ASP di Enna, alla presenza del Direttore Generale Francesco Iudica, si sono riuniti presso la Direzione dell’Ospedale Umberto I per fare il punto della situazione e adottare specifici provvedimenti in riferimento all’evoluzione della pandemia.

Espresso preliminarmente cordoglio profondo per i deceduti, due solo nella giornata di ieri, 9 novembre, segnata dalla scomparsa del dott. Cataldo Marco Zaffora, ricoverato nell’area Covid dal 1° novembre, 66, prestava servizio presso l’Ospedale Umberto I di Enna.

Prosegue la riconversione dei posti letto ordinari in posti letto COVID come da cronoprogramma regionale che prevede 70 posti letto presso l’Ospedale Umberto I e ulteriori 70 nell’ambito delle strutture ospedaliere appartenenti all’ASP di Enna.

Avviata, dunque, la macchina organizzativa per riconvertire i posti letto presso l’Ospedale Michele Chiello di Piazza Armerina dove sono già in itinere le procedure per realizzare l’area COVID, a bassa e media intensità, con un governo unitario aziendale nella gestione dell’assistenza.

L’andamento della curva epidemiologica, tenuta sotto osservazione costantemente dall’Unità di Crisi Aziendale, detterà tempi e modalità per giungere al numero programmato presso il Chiello. Nel frattempo, si stanno acquistando, tra l’altro, i sistemi di sanificazione per le strutture e nuovi 100 letti da utilizzare nei reparti ospedalieri di Piazza Armerina e Nicosia.

I numeri dei ricoveri presso i reparti COVID dell’Ospedale Umberto I di Enna registrano oggi 53 pazienti presso l’area delle Malattie Infettive, 2 ricoveri in Terapia Intensiva, 2 pazienti nel reparto COVID dell’Ostetricia.

«È bene rimarcare che le attività ordinarie non COVID non sono state sospese, comprese le attività chirurgiche che continuano a essere garantite», è stato ribadito più volte nel corso della riunione.

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