francesco iudica

Asp di Enna, il dg Iudica: «In arrivo concorsi per contrastare la carenza di personale»

3 Agosto 2019

Le interviste di Insanitas ai nuovi manager della Sanità siciliana.

 

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ENNA. Proseguono le interviste di Insanitas ai nuovi direttori generali della Sanità siciliana. Stavolta è il turno di Francesco Iudica (nella foto), a capo dell’Asp di Enna.

Classe 1957, originario di Caltagirone e laureato in Giurisprudenza, già dal 2005 al 2009 era stato alla guida dell’Ausl 4 e ha pure assunto ruoli dirigenziali all’Asp di Catania nonché la carica di commissario straordinario all’Umberto I di Enna.

Per lei un ritorno all’Asp ennese. Come ha ritrovato l’azienda?
«Siamo in una situazione di emergenza continua. Ci confrontiamo quotidianamente con mille problematiche diverse che dipendono in sostanza da un denominatore comune: la grave carenza di personale. Dopo anni di immobilismo sul fronte delle assunzioni ci troviamo con i reparti vuoti. Il problema non riguarda solo le corsie, perché anche l’organico dell’area amministrativa- che volge funzioni fondamentali per l’esistenza stessa dell’Asp- è ridotto ai minimi termini. Tra pensionamenti e quota cento rischiamo di avere gli uffici deserti, specie nel periodo estivo».

Quindi bisogna accelerare sulle assunzioni ….
«Assolutamente sì. Sono dell’idea che debba essere la Regione ad affrontare l’emergenza con procedure centralizzate, così come fatto di recente con i concorsi di bacino per Anestesie e Rianimazione e per OSS e Infermieri. Occorre intervenire al più presto anche per i profili amministrativi».

E per quanto riguarda le carenze in corsia?
«Guardi, cominciamo dai primari. Il blocco del turn over disposto in passato ci ha consegnato una realtà priva di figure apicali. In questo momento abbiamo 9 unità operative complesse vacanti su 16, e altri tre primari hanno già fatto richiesta di pensionamento ed andranno via nel giro di pochi mesi. A fine anno potremmo trovarci con 12 strutture vacanti su 16. È questa la situazione dell’Umberto I di Enna, mentre le condizioni degli ospedali periferici, come Nicosia, Leonforte, Piazza Armerina, sono peggiori».

State predisponendo concorsi per superare questa criticità?
«Certamente. I nostri uffici sono a lavoro per bandirli  per tutte le strutture complesse previste dalla rete ospedaliera nella nostra Asp. Contemporaneamente stiamo cercando di avviare i concorsi per i distretti territoriali. Come primo obiettivo speriamo di poter pubblicare in gazzetta ufficiale, entro la fine di agosto, i concorsi per i 12 primari di cui le parlavo».

Quali sono le potenzialità di quest’azienda sanitaria?
«Di certo l’Asp di Enna deve recuperare una posizione di centralità nell’erogazione delle prestazioni sanitarie per tutti gli abitanti della provincia. Per fare questo bisogna partire in primo luogo dalla messa in sicurezza di tutte le nostre strutture ospedaliere: occorrono investimenti sull’edilizia e sulla tecnologi, anche su questo siamo a lavoro. Come stiamo lavorando per potenziare l’emodinamica dell’Umberto I che diventerà centro di riferimento per l’area interna della Sicilia».

Un sogno nel cassetto?
«Sicuramente quello di aprire il CRIM. Vorrei poter andar via, a scadenza del mio mandato, con il Centro di Riabilitazione Interprovinciale Multidisciplinare attivo e funzionante. Abbiamo individuato l’area, quella dell’ex CISS di Pergusa, ottenuto dal Comune l’edificio e lo abbiamo ristrutturato. Adesso stiamo aspettando. Occorre che la Regione definisca la precisa destinazione d’uso di questa struttura e le modalità di gestione. Una volta definito questo quadro potremo procedere con il completamento e la messa in funzione del Centro».

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