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Asp di Enna, i sindacati: «Il nuovo atto aziendale ridimensiona reparti centrali»

18 Dicembre 2019

Con una lettera è stato chiesto ai sindaci del territorio di avviare un tavolo di concertazione con l’Assessorato regionale alla Sanità. L'Asp ennese, contattata a Insanitas, preferisce non replicare.

 

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ENNA. «Il nuovo atto aziendale dell’Asp di Enna ridimensiona reparti centrali». La denuncia, sottolineano dalla Cisl Fp, «arriva dai sindacati della Sanità, ad eccezione della Uil».

Con una lettera è stato quindi chiesto ai sindaci del territorio di avviare un tavolo di concertazione con l’Assessorato regionale alla Sanità.

L’Asp ennese, contattata a Insanitas, preferisce non replicare.

Nella nota, la Cisl Fp sottolinea: «I sindacati avevano già richiesto di essere convocati dalla Direzione generale dell’Asp, alla luce delle variazioni intervenute alla formulazione dell’atto aziendale di settembre. Incontro che è avvenuto il 12 dicembre, quando abbiamo chiesto alla direzione generale di avere chiariti i “criteri oggettivi che hanno prodotto la proiezione del nuovo atto aziendale”, considerato che lo stesso declassa alcuni servizi ospedalieri ad elevata intensità assistenziale e con fattori di produttività in crescita, in particolare la Pediatria, oltre alla Otorinolatringoiatria e la Dermatologia, mentre vede la proliferazione di Uoc “prive di strutture semplici o ancora all’interno di aree dipartimentali».

Per «dovere verso la collettività, vista anche la difficile logistica ed a cautela dei servizi produttivi», i sindacati chiedono che della questione sia investita la conferenza dei sindaci del territorio dell’Asp di Enna.

«Non si ha contezza- scrivono nella lettera- dei criteri adottati per la celere declassificazione della Uoc di Pediatria e di Otorinolaringoiatria dell’ospedale e addirittura della Uoc di Dermatologia e Mst non citata nella nota dell’Assessorato in riferimento all’Umberto I di Enna che, anzi, era posticipata la verifica al 30 giugno 2020».

Inoltre aggiungono: «Oggi invece si trova declassata una unità operativa complessa come la Pediatrica, che pure accoglie pazienti oltre che dalla provincia di Enna anche da altre provincie (Caltanissetta, Messina, Agrigento) perché rimane riferimento per i pazienti che afferiscono al reparto di Ostetricia e Utin».

Andando poi ai dati l’attività del reparto di Pediatria, nel 2019 ha già fatto registrare un tasso di occupazione del 84,20 %, un peso medio dello 0,78 (tra i più alti della Sicilia), 885 consulenze esterne, un numero di ricoveri in regime ordinario di ben 477. Inoltre ha visto l’istituzione di ambulatori quasi unici in Sicilia, tra cui quello per il trattamento e prevenzione dell’obesità infantile.

«Allo stesso modo risulta che sarà ridimensionata la Dermatologia e Mst- continuano i sindacati- che è l’unica struttura specialistica di riferimento dell’intera Sicilia centrale permettendo il ricovero per malattie bollose, reazioni allergiche gravi, ustioni fino al 10%, psoriasi, infezioni cutanee gravi, ulcere cutanee etc”.

«L’Uoc di Dermatologi inoltre- continua la nota- è la risposta sul territorio per affrontare sia i melanomi che i tumori cutanei Nmsc attraverso una attenta diagnostica strumentale seguita da intensa attività di dermatochirurgia rivolta soprattutto verso le popolazione anziana riducendo al minimo il disagio di inutili spostamenti verso centri di chirurgia plastica. Non si comprende la mancata istituzione di Uos come la diabetologia, vista l’alta incidenza e domanda di cura e della Urologia endoscopica che all’ospedale Umberto I° di Enna ha elevati fattori di produttività e livelli qualitativa tali da generare migrazione attiva da Altri territorio”.

«Nella revisione dell’atto aziendale- concludono i sindacati- diverse Uoc, in ambito territoriale e dipartimentale, sono strutture che sicuramente avranno una valenza strategica, ma si ritiene che alcune attività, specie quelle di degenza debbano essere garantite per la tutela della collettività ed evitare viaggi della speranza dei pazienti, specie ai bambini».

Infine, l’appello: «Si chiede, con la sollecitudine del caso, di volere intervenire, anche in un confronto costruttivo e propositivo con l’Assessorato Regionale della Salute, che dia quel minimo di garanzia che la collettività richiede e di cui ha diritto».

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