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Asp di Enna, ecco le sfide che Zappia dovrà affrontare nel suo mandato

Il Commissario straordinario ha richiesto e ricevuto un elenco delle carenze che connotano i poli sanitari dei venti Comuni della provincia.

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ENNA. Qual è lo stato di salute della sanità ennese? In attesa- come concordato con il Commissario straordinario Mario Zappia– di fare un’ampia intervista dopo l’ufficializzazione del suo incarico a Enna e la scelta della nuova direzione strategica che lo affiancherà, abbiamo raccolto alcune informazioni per cercare di tracciare un primo profilo del nuovo manager, aspettando che quest’ultimo possa compiere anche atti di straordinaria amministrazione, come solo i dirigenti generali possono fare, indispensabili per connotare il suo mandato.

Sembra meno immobile la sanità ennese, con l’arrivo di Zappia. Come la scala mobile dell’Umberto I, che entro luglio riprenderà a muoversi dopo anni, anche il resto dell’ingranaggio amministrativo sembra diventare più scorrevole. Dal suo insediamento- il primo febbraio- il Commissario straordinario ha visitato le strutture ospedaliere appartenenti all’Asp 4 di Enna, ha incontrato i medici e le realtà associative che gravitano intorno alla sanità ennese e soprattutto si è proposto di risolvere subito due criticità: l’andamento claudicante del Pronto soccorso dell’Umberto I, carente di personale e di una gestione più dinamica e la realizzazione dell’Emodinamica, dando con la sua presenza sul campo nuovo impulso considerato che locali e ditta sono stati individuati.

In corso di ultimazione- si spera- anche l’intervento all’Utin, Utic e Rianimazione nel quadro della rifunzionalizzazione dell’area di emergenza, utilizzato come “specchietto per le allodole” per giustificare la chiusura arbitraria dell’Hospice di Enna e l’inizio dei lavori dell’Emodinamica.

Zappia ha richiesto e ricevuto un corposo elenco delle carenze che connotano i poli sanitari dei venti Comuni della provincia, così da sapere subito da dove cominciare. E portando a compimento il lavoro iniziato dal suo predecessore e dalla Direzione strategica, ha contrattualizzato medici stranieri (un ortopedico e una ginecologa argentini al Basilotta di Nicosia ma anche un medico al Centro trasfusionale di Enna) per dare manforte ai nosocomi e ai reparti più carenti, si pensi alla Cardiologia di Nicosia che adesso ha motivo d’essere. Finora, infatti, aveva solo un primario e zero medici in servizio. Sono stati stabilizzati: sei dirigenti veterinari, tre operatori socio sanitari, otto tecnici sanitari di laboratorio e undici infermieri. Sono stati assunti tre fisioterapisti.

È stato avviato il potenziamento dell’assistenza sanitaria specialistica sul territorio provinciale, con l’aumento del monte orario di alcune branche. In corso anche la selezione per l’assegnazione di incarichi libero-professionali per progetti del Piano Sanitario Nazionale. Lo stesso Zappia si è da subito trovato tra le mani anche una “patata bollente”, trentatré medici indagati per truffa (loro si dicono estranei ai fatti contestati) con i quali ha aperto un dialogo per non ingessare l’attività chirurgica del nosocomio di c.da Ferrante. A riguardo la domanda resta sempre la stessa: chi autorizzava le prestazioni aggiuntive di questi medici?

Nel contempo auspichiamo che il nuovo Commissario straordinario avvii la riapertura dell’Hospice di Enna, simbolo di umanità e oggi letteralmente smantellato; dia mandato alla vigilanza di presidiare realmente, per rendere sicuro personale sanitario e pazienti (a tal proposito ricordiamo l’ultima aggressione ai danni di un primario); renda servizi pubblici e intramoenia macchine sincrone e non a due velocità, come oggi succede anche nell’Ennese e magari metta in organico uno pneumologo da riinserire nel reparto di Medicina interna.

Per il momento è tutto.

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