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ASP e Ospedali

Vincitore di concorso

Asp di Catania, nuovo primario di Terapia Intensiva

Ad appena 40 anni è iniziata questo lunedì l'esperienza di Gigi Morello nel suo ruolo di direttore della UOC di Militello in Val di Catania.

Tempo di lettura: 2 minuti

CATANIA. È iniziata questo lunedì l’esperienza di Gigi Morello (nella foto) nel suo nuovo ruolo di direttore della UOC di Terapia Intensiva dell’ospedale di Militello in Val di Catania. Ha vinto il relativo concorso- un traguardo che viene raggiunto da un medico generalmente in età più adulta- a soli quarant’anni, risultando tra i più giovani direttori di Sicilia e forse d’Italia.

Un curriculum di studi che si è sviluppato principalmente in Sicilia, con una specializzazione in anestesia e rianimazione. Il neo-direttore ha poi lavorato principalmente all’ospedale Garibaldi di Catania nel reparto di rianimazione per circa nove anni, prima di allora vanta diverse esperienze a Gela, Caltagirone e Palermo, partecipando anche come membro attivo alla Società Italiana Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva – SIAARTI. Morello ha anche avuto una parentesi formativa in una struttura americana a New York, il Mount Sinai Hospital, avvenuta nel corso della sua specializzazione. Nella vita privata Morello vanta anche due giovanissime figlie e una moglie, anch’ella anestesista operativa all’ospedale Garibaldi di Catania.

Quali progetti ora per il futuro nel suo nuovo ruolo? A rispondere ad Insanitas è proprio Morello: «L’ospedale di Militello, che al momento gode di un “vento a favore” anche in senso politico, potrebbe diventare un centro di eccellenza e sviluppo sanitario. Lo vorrei ribattezzare ‘Laboratorio Militello’, l’obiettivo è quello di partire da un piccolo centro per crearne una eccellenza, puntando alla informatizzazione del servizio. Il mio motto è ‘Niente si può migliorare se non si può misurare‘: più siamo in grado di avere dati grazie all’informatizzazione più saremo in grado di migliorare il nostro lavoro. Vale non solo per il nostro presidio, ma per l’intero Paese. In questo caso l’informatizzazione ci permetterebbe di migliorare l’assistenza medica rianimatoria, rendere fruibile e misurabile la cartella clinica e tutti i parametri che a questa afferiscono, così da avere report aggiornati e credibili. Grazie a questa innovazione potremmo accrescere ulteriormente il servizio di assistenza».

Non solo digitalizzazione e idee innovative. Per Morello bisogna anche dare pari diritti nell’ambito dell’assistenza sanitaria a chi si trova in zone disagiate del nostro Paese, e purtroppo proprio la zona di Militello in Val di Catania soffre di questa differenza.

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