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Asp di Caltanissetta, il nuovo manager Caltagirone: «A marzo apriremo il blocco operatorio del Sant’Elia»

24 Febbraio 2019

Le interviste di Insanitas ai nuovi manager della Sanità siciliana. Parte 3.

 

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CALTANISSETTA. Alessandro Caltagirone, 47 anni, palermitano, laureato in ingegneria nucleare e specialista in ingegneria clinica, da due mesi è a capo dell’Asp di Caltanissetta.

Primo incarico come manager di un Asp ma con un curriculum di tutto rispetto visto che già era stato alla guida dell’Uoc tecnico dell’Azienda Ospedaliera universitaria “G. Martino” di Messina e direttore del dipartimento amministrativo.

Solo due mesi ma già diversi sono i segnali che ha voluto dare a operatori e cittadini con una serie di direttive e iniziative volte a migliorare la sanità nissena. Le prossime novità riguarderanno i pronto soccorso, il blocco operatorio che aprirà a partire da marzo e la Rianimazione. Ecco l’intervista di Insanitas, che prosegue la rubrica alla scoperta dei nuovi manager della Sanità siciliana.

Cosa pensa della nuova rete ospedaliera e quali sono le novità? 

«La rete ospedaliera è conforme alle necessità del territorio. Ci sono delle novità: una è stata quella di inserire riabilitazione e lungodegenza più o meno in tutti i presidi ospedalieri; a Gela è stata inserita l’Unità Operativa Complessa di Neurologia e la Terapia Intensiva neonatale; altro elemento nuovo a Caltanissetta è la chirurgia toracica con 4 posti letto e la conferma della presenza della Medicina Nucleare; sempre al Sant’Elia un elemento nuovo è la nascita della neuro-radiologia per la gestione dello stroke».

Tutte specialità che confermano l’ospedale Sant’Elia come un ospedale deputato all’emergenza… 

«Per quanto riguarda la parte relativa al trauma center non c’è un’esplicitazione specifica ma di fatto sono presenti tutte le unità operative specialistiche per la gestione di un politrauma. Così come nel presidio ospedaliero di Gela, l’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale si arricchisce di un’unità semplice dipartimentale per la gestione delle patologie mammarie».

Ad Agrigento sono stati preparati i bandi per le assunzioni a tempo indeterminato. Ed a Caltanissetta? 

«Nei prossimi giorni adotteremo anche noi delle procedure di reclutamento. Al momento non c’è nessun divieto sull’attivazione delle procedure, c’è una limitazione per la contrattualizzazione di professionisti a tempo indeterminato, ma ci porteremo avanti con le procedure affinché nel momento in cui saranno sbloccate le procedure di assunzione avremmo già le operazioni di reclutamento tutte completate».

Ci sono reparti che soffrono più di altri per la carenza del personale, cosa state facendo per questo? 

«Per i reparti in maggior sofferenza abbiamo già intrapreso delle azioni di reclutamento di mobilità, di comando piuttosto che di contratti a tempo determinato, ma la vera svolta sarà quella dei contratti a tempo indeterminato. Fuori dalle operazioni di reclutamento invece, con l’organico attuale, stiamo valutando la possibilità di dare delle prestazioni aggiuntive al personale presente e questo ovviamente analizzando lo stato di fatto e gli obiettivi che vogliamo raggiungere e quindi dimensionando queste prestazioni aggiuntive sia a copertura di turni di servizio che a raggiungimento di obiettivi futuri».

Novità in vista anche per il blocco operatorio, pronto dal 2012 ma non era mai entrato in funzione… 

«Non conosco le ragioni precise del mancato avvio. Sono state fatte delle attività che potevano essere concentrate in un periodo molto più ristretto e invece sono state diluite nel tempo. Accertato tutto quello che è stato fatto, ho riscontrato che dovevano essere attivate delle procedure di natura elettrica e quindi a corretto utilizzo del complesso operatorio. Tutte le procedure si completeranno entro metà marzo. Per cui è mia intenzione entro lo stesso mese di marzo trasferire tutte le attività chirurgiche, che in questo momento vengono eseguite sui vari complessi operatori distribuite nei vari piani del Sant’Elia, nel sotterraneo».

Ci saranno novità anche riguardo alle attività delle sale operatorie? 

«In prima battuta il complesso operatorio aprirà con le risorse umane che in atto sono distribuite sui vari piani. Una concentrazione delle risorse in un unico complesso operatorio consentirà un miglioramento delle attività e un abbattimento delle liste di attesa. Ma è mia intenzione attivare procedure per far funzionare il complesso operatorio almeno per 12 ore al giorno, tutti i giorni».

Lei aveva già emanato una direttiva per velocizzare l’attività dei pronto soccorso di Caltanissetta e Gela… 

«La direttiva continua ad essere seguita, ci sono delle azioni di correzione strutturale in entrambi. Aggiungeremo delle aree in modo da evitare commistioni e promiscuità soprattutto tra uomini e donne. Per quanto riguarda la fase di prericovero stiamo tentando di aggiungere aree dedicate al prericovero, alleggerendo le presenze dell’utenza all’interno del pronto soccorso dopo tutta la fase di diagnosi. Sigleremo a breve accordi sia con la Croce Rossa che con il comitato consultivo aziendale per attività aggiuntive, in modo da migliorare l’erogazione di servizi e l’interlocuzione sia con i pazienti che con i parenti. I volontari staranno nelle sale di attesa anche per migliorare la comunicazione con i parenti che saranno aggiornati sullo stato di salute del congiunto, e per un’attività di aiuto al paziente durante la permanenza. Il tutto mirato al processo di umanizzazione delle cure».

Sono in arrivo circa 17 milioni dal Ministero della Salute. Quali progetti andranno a coprire? 

«Questi soldi che sono stati erogati con un decreto del novembre 2018 e sono distribuiti tra Gela, Mussomeli, Santa Caterina e Caltanissetta. Gli interventi più grossi sono previsti a Gela sia sul Pta ma anche nel presidio ospedaliero e su Caltanissetta dove sono quasi 8,5 milioni di euro per l’intero ospedale ma un’attenzione particolare sarà sulla Rianimazione con 2,5 milioni con un nuovo reparto».

Quali novità per gli ospedali di Mazzarino, Niscemi, Mussomeli e San Cataldo? 

«Su alcuni di questi c’è l’attenzione relativa a riabilitazione e lungodegenza e comunque per  creare una certa autonomia di questi presidi ospedalieri. Un’attività importante sarà quella del decentramento di attività al momento effettuate negli ospedali di Gela e Caltanissetta a favore di questi presidi minori. Quindi parlo soprattutto di attività specialistiche, quale può essere l’ortopedia a Mussomeli, ma sicuramente di attività di diagnostica per immagini che vorrei creare in autonomia presso questi presidi».

Quali saranno le iniziative sul territorio? 

«A volte si corre il rischio di essere “ospedale-centrici” ma i cittadini richiedono servizi sul territorio, quindi un’attenzione mia ma soprattutto del direttore sanitario Marcella Santino, sarà quella di migliorare i servizi affinché non vi sia un accentramento nei presidi più grossi ma l’utenza possa fruire di servizi erogati anche sul territorio».

L’Asp di Caltanissetta si è avvicinata ai cittadini anche con la riapertura del parco Dubini… 

«È una realtà da rivalutare. Ci sono interventi che sono stati appaltati per un miglioramento strutturale degli edifici presenti e ci saranno anche dei volontari che lo terranno attivo per fargli esprimere tutte le potenzialità. Sarò il primo ad inaugurare il parco una volta che sarà ripristinato promuovendo l’attività fisica giornaliera al suo interno».

Lei è a capo di un’azienda sanitaria importante…

«Questa è un’esperienza entusiasmante. Ho trovato una realtà che necessitava di una guida che avesse un’attenzione sull’azienda di lungo respiro. Ringrazio l’assessore Ruggero Razza per la fiducia che mi ha accordato, in lui ho trovato un interlocutore attento sia nella rappresentazione delle problematiche che ho riscontrato ma soprattutto nella condivisione di progetti e iniziative anche innovative e uniche che l’assessore ha accolto con grande attenzione e che nei prossimi mesi saranno attuate».

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