ASP e Ospedali

Il caso

Asp di Agrigento, scoppia la polemica: botta e risposta tra Cimo e direzione

Il sindacato dei medici denuncia ad esempio una mancata fruizione di ferie e riposi, orari di servizio esorbitanti e disposizioni di servizio fuori norma. Ma dall'Azienda ribattono: «Accuse false e pretestuose su fatti e circostanze non veritiere. Ci tuteleremo nelle sedi opportune».

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«Mancata fruizione di ferie e riposi, orari di servizio esorbitanti che non rispettano nemmeno lontanamente il tetto massimo consentito dalla normativa europea, disposizioni di servizio relativi a mobilità d’urgenza che vanno ben oltre i 30 giorni nell’anno solare previsti dalla normativa vigente, mancata attribuzione degli incarichi dirigenziali dal 2010». Sono questi alcuni elementi di profondo disagio denunciati dai medici dell’ASP di Agrigento, nel corso dell’Assemblea sindacale del CIMO che si è svolta ieri nella sede dell’Ordine dei Medici di Agrigento.

Tuttavia, contattata da Insanitas la direzione dell’Asp replica duramente: «False e pretestuose appaiono le accuse mosse dalla Cimo alla direzione dell’Asp di Agrigento, in quanto si basano su fatti e circostanze non veritiere. Tali accuse, infatti, hanno come solo significato di creare , piuttosto che un confronto costruttivo nell’interesse dei lavoratori, uno scontro che settimanalmente viene portato avanti dalla dirigente sindacale per motivazioni non riconducibili al l’interesse sindacale. Di tali accuse si provvederà a tutelarsi nelle sedi opportune».

Intanto Giuseppe Bonsignore (segretario regionale CIMO) e Riccardo Spampinato (presidente regionale CIMO-FESMED) aggiungono: «Riguardo a tali problematiche CIMO, insieme ad altre organizzazioni sindacali, ha chiesto confronto urgente alla direzione aziendale, che ha impiegato tuttavia circa 10 giorni per rispondere e si è presa altri 15 giorni per dichiararsi “disponibile” al confronto. Evidentemente il concetto di “urgenza” all’ASP di Agrigento è del tutto relativo».

All’Assemblea è intervenuto in videoconferenza il Prof. Marzio Scheggi, Presidente di Health Management e Consulente CIMO, uno dei massimi esperti nazionali di legislazione sanitaria. Da Cimo sottolineano: «Dopo avere esaminato nelle scorse settimane le buste paga di molti medici agrigentini ha dichiarato che l’ASP di Agrigento ha ignorato l’applicazione del ‘nuovo’ CCNL”, quello cioè firmato il 19 dicembre 2019 con palese e a volte rilevante danno economico per i medici dell’ASP diretta dal Commissario Mario Zappia. CIMO ha già avviato le procedure per intentare un’azione legale a tutela dei propri iscritti- sottolineano i due dirigenti sindacali- e far loro recuperare il maltolto».

Inoltre, il sindacato denuncia che «al Segretario Aziendale CIMO, dottoressa Rosetta Vaccaro, non è stato concesso di partecipare all’Assemblea degli iscritti CIMO dell’ASP di Agrigento. È un fatto di una gravità inaudita- tuonano Bonsignore e Spampinato- aver di fatto impedito ad un dirigente sindacale di svolgere il proprio ruolo istituzionale. È stato leso un diritto fondamentale sancito dallo Statuto dei Lavoratori. Quello di oggi è l’ultimo di una serie di dinieghi relativi a ferie o permessi, addirittura per espletamento di visite mediche, che subisce la dottoressa Vaccaro, ogni volta con motivazioni risibili, ma oggi è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso ed è per questo che abbiamo subito dato mandato al nostro legale di presentare una denuncia nei confronti di tutti i soggetti che a vario titolo si sono resi responsabili di tali inaccettabili comportamenti».

Infine, Bonsignore e Spampinato affermano: «Nel frattempo è finalmente intervenuto, su richiesta CIMO, l’Ispettorato del Lavoro che qualora dovesse accertare le numerose irregolarità da noi segnalate, non potrebbe far altro che sanzionare pesantemente l’ASP con conseguente e forse rilevante danno erariale di cui qualcuno dovrà prima o poi rispondere».

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