Dal palazzo

L'accusa

Asp di Agrigento, Cimo Sicilia: «Utilizzo improprio della mobiltà»

Il sindacato ha inviato una lettera all'Ispettorato del lavoro. Finora nessuna replica dall'Azienda sanitaria provinciale contattata da Insanitas.

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«Reiterazione della richiesta di intervento ispettivo per violazione dei contratti di lavoro e applicazione delle leggi in materia di lavoro della Dirigenza Medica di Pediatria/Neonatologia e Cardiologia relativa all’improprio utilizzo della mobilità d’urgenza e mobilità interna”. Lo richiedono i vertici di Cimo Sicilia rappresentanti dal segretario Giuseppe Bonsignore che ha conferito mandato ad un avvocato “affinché i diritti dei lavoratori vengano rispettati in ossequio a quanto previsto dalle leggi in vigore».

Si fa ancora più duro lo scontro tra il sindacato dei medici e i vertici dell’Asp di Agrigento. La Cimo ha inviato una lettera all’Ispettorato Territoriale del Lavoro Regione Sicilia, all’Ispettorato Territoriale Provinciale del Lavoro di Agrigento (e per conoscenza alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Agrigento, all’Assessore regionale della Salute e all’Assessore regionale del Lavoro. Insanitas ha contattato ieri l’Asp di Agrigento per una replica, non appena dovesse arrivare sarà pubblicata.

Il sindacato chiede in particolare all’Ispettorato Regionale del Lavoro “di porre in essere, con urgenza, ogni attività di controllo diretta al rispetto delle norme dell’ordinamento giuridico e specificamente della normativa in materia, al fine di assicurare agli operatori sanitari condizioni di lavoro conformi ai canoni di legalità e sicurezza e per garantire all’utenza destinataria il perseguimento dei livelli essenziali di assistenza, principio costituzionalmente garantito. Parimenti, chiede agli Assessorati in indirizzo, in persona dei rispettivi rappresentanti legali pro-tempore, di volere vigilare sulla corretta applicazione della normativa di settore ed al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento, di volere avviare le opportune indagini al fine di accertare eventuali profili di responsabilità penale, anche di natura omissiva, imputabili ai pubblici uffici adottando ogni opportuno provvedimento».

«All’Asp di Agrigento siamo assistendo all’improprio utilizzo della mobilità d’urgenza e mobilità interna- tuona Giuseppe Bonsignore- con la disapplicazione dell’art. 54 CCNL 2016/2018 – Art. 16 CCNL del 10/02/2004, integrativo del CCNL 1998/2001 e alla violazione della direttiva 93/104/CE e della legge n. 161/2014. Ormai da diversi anni l’Asp, per far fronte alla carenza di personale presso il Presidio ospedaliero di Licata, con reiterati ed illegittimi ordini di servizio, cui sono destinatari i Pediatri/ Neonatologi, assegnati per contratto alle rispettive Unità operativa complessa (U.O.C.) di inquadramento presso il Presidio ospedaliero di Agrigento, fa un improprio utilizzo dell’istituto della mobilità d’urgenza, impartendo ai pediatri di prestare la propria attività lavorativa anche presso il Presidio ospedaliero di Licata».

«Inoltre- aggiunge Bonsignore- non potrà sfuggire ai destinatari di questa segnalazione come il ricorso alla mobilità d’urgenza si è reso necessario per ovviare ad una situazione d’urgenza dettata non da eventi contingenti ed imprevedibili, posto che l’urgenza deriva da una scelta dell’Asp di Agrigento di non destinare al presidio ospedaliero di Licata nessuno dei pediatri e neonatologi assunti a seguito di concorso pubblico per titoli ed esami (indetto il 10.8.2021). Senza dire poi che dei 6 posti messi a concorso con la deliberazione del Commissario Straordinario dell’Asp di Agrigento n.1396 del 10.8.2021, al momento della convocazione dei vincitori per la sottoscrizione dei relativi contratti di lavoro, avvenuta in data 19.5.2022, l’Asp di Agrigento ha stabilito che i posti dovevano essere così assegnati e ricoperti: 1 UOC di Agrigento; 1 UOC di Sciacca; 2 UO di Canicattì e 2 UO di Licata».

«Tuttavia, è avvenuto che, all’atto della sottoscrizione dei relativi contratti di assunzione con i vincitori, inopinatamente, l’Asp di Agrigento, pur avendo provveduto all’assunzione dei n.6 dirigenti medici reclutati con la procedura concorsuale, ha deciso di non destinare nessuno degli stessi al presidio di Licata- aggiunge Bonsignore- Scelta che, di fatto, ha creato l’attuale e perdurante situazione di emergenza a cui si cerca di porre rimedio con l’istituto della mobilità d’urgenza ed in alcuni casi anche attraverso l’improprio ricorso alle prestazioni aggiuntive ALPI (Attività libero professionale intramuraria), con notevole ed ingiustificato aggravio di costi per l’Asp di Agrigento».

«Ed ancora- evidenzia il sindacalista- la condizione di emergenza venutasi a creare nel presidio ospedaliero di Licata risulta vieppiù imputabile a scelte esclusivamente riferibili al datore di lavoro. Le medesime criticità in punto di inammissibilità del ricorso alla procedura della mobilità d’urgenza valgano anche per gli ordini di servizio presso il Presidio ospedaliero di Licata cui sono destinatari i Dirigenti Medici Cardiologi nonché per quelli (ordini di servizio) con cui viene impartito agli stessi di svolgere la propria attività anche presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Per come segnalato dalla C.I.M.O e dagli stessi Dirigenti Medico Cardiologi con le note del 16.11.2022 e del 2.2.2023, anche in questo caso la situazione di emergenza deriva da scelte strategiche dell’Asp di Agrigento tra cui, ad esempio, quella di non destinare al Pronto Soccorso i lavoratori a Partita Iva che potrebbero sicuramente fornire un contributo utile ed essenziale per il corretto funzionamento del Pronto Soccorso».

«Le stesse (disposizioni di servizio) sono, altresì, illegittime per essere state assunte dal Direttore Sanitario del Presidio Ospedaliero ed hanno come destinatari i Dirigenti Medici Cardiologici facenti parte della dotazione organica di una diversa U.O.C., ossia quella di Cardiologia. Al riguardo vale la pena di segnalare che, per legge, il Direttore Sanitario del P.O. non si pone in una posizione di superiorità gerarchica rispetto agli altri Direttori di U.O.C. del medesimo presidio ospedaliero. Da qui- conclude il segretario regionale di Cimo- l’illegittimità dell’operato dell’Asp di Agrigento».

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