Arriva il 112: numero unico per le emergenze presto, forse, anche in Sicilia

10 Marzo 2016

Il nuovo servizio permetterà di contattare polizia, carabinieri, vigili del fuoco ed ambulanze componendo il 112: sarà l'operatore a smistare in tempo reale la chiamata alle varie Forze dell'ordine o alle ambulanze. Inoltre il luogo della telefonata e il chiamante saranno automaticamente localizzati.

 

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PALERMO. Arriva anche in Sicilia il numero unico di emergenza: il 112 dovrebbe partire in via sperimentale nei distretti telefonici di Siracusa e Ragusa entro il 30 giugno, ma il condizionale è d’obbligo, siamo in Sicilia.

Già attivo da tempo in Lombardia il unico numero da comporre per chiamare un’ambulanza, le Forze dell’Ordine o i vigili del fuoco doveva vedere la Sicilia come la seconda tappa della sua realizzazione in Italia, ma la lentezza della burocrazia siciliana ha creato le condizioni affinché il ministero competente preferisse attivare il numero in altre regioni.

Eppure si trattava di una vera e propria rivoluzione, una parola che al governo Crocetta doveva essere assai gradita.

Un po’ come il 911 americano, il Numero Unico di Emergenza: per chiamare le Forze dell’Ordine, i Vigili del Fuoco o un’ambulanza sarà sufficiente chiamare il 112. Si tratta di un servizio di pubblica utilità, inerente la sicurezza dei cittadini che si trovano sul territorio nazionale, e che permette di garantire e gestire le richieste di soccorso attivate con tempi di risposta rapidi e interventi sempre più efficaci da parte delle Amministrazioni coinvolte.

Qualsiasi chiamata agli attuali numeri brevi di polizia, carabinieri, vigili del Fuoco o alle ambulanze verrà dirottata in automatico al 112 e da lì, attraverso gli operatori della centrale, filtrata e smistata immediatamente al servizio adatto, al quale viene comunicata anche la localizzazione della chiamata e identificazione del chiamante. Tutto questo con la garanzia di risposte in diverse lingue e di accesso ai cittadini diversamente abili.

La storia del numero unico parte nel 2004, quando l’Unione europea ha deciso che entro il 2008 il Numero unico di emergenza 112 avrebbe dovuto essere esteso a tutti i Paesi membri. Molti paesi si sono adeguati con immediatezza alla normativa. Molti, ma non l’Italia, che per questo motivo è stata sanzionata dall’Unione europea.

Successivamente il governo ha deciso di adeguarsi alle direttive europee istituendo un numero unico di emergenza in alcune province. In particolare, l’Azienda Regionale Emergenza Urgenza (Areu) della Lombardia è stata individuata come Ente incaricato di garantire l’operatività del 112. E a giugno 2010, il 112 è stato attivato, in via sperimentale, nella provincia lombarda di Varese, per essere poi esteso a Milano e in altre zone della regione lombarda.

Successivamente con l’avvento del Giubileo, anche per Roma e provincia è stata disposta l’attivazione del Numero Unico 112.

Gli utenti coperti dal servizio si aggirano intorno ai 3,5 milioni a cui vanno aggiunti, una volta attivata la seconda sede Frosinone, 2,5 milioni per un totale di 6 milioni, destinati a coprire l’interno territorio della Regione Lazio.

Il 20 gennaio 2016 il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto attuativo per l’introduzione in Italia del numero unico per le emergenze “112” e ancora una volta la Sicilia, è stata designata, tra le Regioni insulari, a provvedere ad avviare il Numero Unico di Emergenza realizzando due Centrali Operative a Catania e a Palermo.

La prima tappa prevista per la Sicilia sarà l’avvio del Sistema 112 nelle provincie (distretti telefonici) di Siracusa e Ragusa, entro il 30 giugno di quest’anno.

Ciò che preoccupa però gli addetti ai lavori non è solo la solita lenta e autoreferenziale burocrazia regionale, ma anche la possibilità che ad occuparsi della parte informatica debba essere la famigerata società regionale Sicilia e Servizi. Ma questa è un’altra storia. Una storia che non è rivoluzionaria e che ci fa dire 112 volte: forse!

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