tecnici di radiologia coronavirus smart working truffa

Arresti all’ospedale Civico, sindacati all’attacco: «È solo la punta dell’iceberg»

25 Gennaio 2020

Il commento di Anaao Assomed, Cimo, Uil medici e Ussmo: «Si certifica il fallimento dell'azione amministrativa».

 

di

PALERMO. “Manifestiamo tutto il nostro sconcerto e, insieme a tutti gli operatori, abbiamo interesse che si faccia al più presto chiarezza”.

Così le segreterie regionali siciliane delle organizzazioni sindacali dei medici ANAAO ASSOMED, CIMO, UIL MEDICI, UGL Medici, USSMO e UGL MEDICI si esprimono in merito ai presunti episodi di corruttela all’interno dell’Arnas Civico.

“Non possiamo fare a meno di rilevare –precisano i sindacati- che laddove arrivano per prima magistratura e forze dell’ordine si certifica in realtà il fallimento dell’azione amministrativa”.

“Riteniamo sia importante segnalare che –proseguono- già nel recente passato, nel corso della gestione Migliore–Murè, i sindacati avevano rilevato gravi inefficienze nell’attività amministrativa ed in particolare l’assenza di controlli, anche i più elementari. Alle preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali, soprattutto sulla decentralizzazione delle liste di attesa e sui possibili comportamenti opportunistici si opponeva, da parte della direzione aziendale, un silenzio gravido di significato”.

“Né bisogna dimenticare- ricordano le organizzazioni dei medici- che tanti posti di primari risultano vacanti o assegnati al di fuori delle previsioni contrattuali o peggio con il richiamo in servizio di pensionati, privando le unità operative di una guida riconoscibile. In questo contesto di mancato governo dell’azienda è anche maturato un anomalo debito di 61 milioni di euro che, di fatto, impedirà all’Arnas di assolvere alla propria mission assistenziale, da ora e nei prossimi anni”.

“Ha trovato altresì spazio e nutrimento- sostengono le associazioni di categoria- la possibilità che si radicassero comportamenti anomali o illegittimi quali quelli di cui oggi si discute. Anzi osiamo dire che la paventata truffa di 43 mila euro appare risibile rispetto al debito globale che non trova uguali in nessuna altra azienda siciliana”.

“Siamo arrabbiati e meravigliati- concludono i sindacati- che queste vicende siano rimaste per così tanto tempo sopite e che solo ora emerga la punta dell’iceberg. Quanto dovranno ancora attendere cittadini ed operatori perché si faccia completa chiarezza? Continueremo a denunciare il malaffare e non abbiamo alcuna intenzione di abbassare la guardia”.

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Seguici su Facebook

Made with by DRTADV