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Cimo

ASP e Ospedali

La nota del sindacato

Arresti all’Arnas Civico, Cimo: «La conferma delle nostre denunce»

Il sindacato dei medici commenta così il blitz dei Nas.

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. «Gli arresti  relativi al personale sanitario del Civico effettuati dai NAS sono la conferma alle denunce degli ultimi 4 anni da parte della CIMO sul sistema Arnas e che hanno visto ancora una volta la sordità dei soggetti preposti alla governance aziendale ed al suo controllo».

Lo scrive in una nota la segreteria regionale Cimo, aggiungendo: «Il sistema dei ricoveri paralleli voluto dall’allora direttore generale Giovanni Migliore e continuato ad oggi con la direzione Colletti, nonostante i richiami sindacali sulle evidenti violazioni delle liste d’attesa, è un “regalo” fatto a quei primari che effettuando attività privata possono successivamente chiamare i propri pazienti privati scavalcando le liste d’attesa predisposte».

Secondo il sindacato «il Caso Francaviglia è solo la punta dell’iceberg di un sistema diffuso e c’è da ritenere che le indagini della Procura e l’azione dei NAS non si fermeranno».

Dal sindacato dei medici sottolineano: «Questa vicenda dà un senso proprio alle recenti denunce della CIMO sulla scelta dell’attuale direzione generale di mantenere in servizio a titolo gratuito primari già pensionati ed altri che sono in prossimità di conferma “gratuita” ( tra cui lo stesso Francaviglia). Abbiamo stigmatizzato con forza la scelta dell’attuale Direzione Generale di mantenere al loro posto vecchi primari garanti di un sistema che vede l’uso della res pubblica a fini privatistici e particolari, impedendo di fatto un reale rinnovamento ma anche permettendo che si calpestassero i diritti di dirigenti medici che a norma di legge e di contratto sarebbero potuti subentrare».

Infine, dal Cimo scrivono: «Ancora una volta siamo di fronte alla triste dimostrazione della mancanza di volontà politica nell’intervenire per correggere dall’interno un sistema malato, che gode di ampia protezione istituzionale, e che pertanto richiede ogni volta interventi correttivi e sanzionatori esterni come quelli della magistratura e delle forze dell’ordine».

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