De Nicola

Arnas Garibaldi di Catania, il nuovo manager De Nicola: «Ecco tutti i progetti in cantiere»

16 Marzo 2019

Le interviste di Insanitas ai nuovi manager della Sanità siciliana. Parte 5.

 

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CATANIA. Prosegue la serie di interviste ai nuovi manager della Sanità siciliana da parte di Insanitas. Stavolta è il turno di Fabrizio De Nicola (nella foto), laurea in Giurisprudenza, ex ufficiale della Guardia di Finanza e carriera di lungo corso nella pubblica amministrazione: già direttore generale dell’Asp di Trapani per circa otto anni e alla guida del Policlinico Universitario di Palermo per circa due.

Ora è commissario straordinario dell’Arnas “Garibaldidi Catania (che si articola in due plessi, “Garibaldi Centro” nella storica ubicazione di piazza Santa Maria di Gesù e Garibaldi Nesima ), una realtà che ha conquistato importanti riconoscimenti.

Tra i più recenti: “Centro Studi ThatMorning” tra i migliori centri italiani per il trattamento dei tumori del colon-retto (unico in Sicilia presente nella speciale classifica dei 20 migliori ospedali in Italia); punto di riferimento per la promozione e la tutela della salute femminile, con tre Bollini Rosa (riservati alle migliori aziende ospedaliere nazionali) conferiti dall’O.N.Da (Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna) per il biennio 2018-2019, accanto ad un consolidato background di informazione e comunicazione.

Una realtà ospedaliera strategica, a fronte della sua collocazione logistica centrale nella città etnea, con risultati di tutto rispetto sia per la vocazione sul fronte dell’emergenza- urgenza, che per le specialità chirurgiche di eccellenza.

Dr. De Nicola, in che condizioni ha trovato l’azienda?

«Un’azienda importante, che ha le carte in regola per vincere la sfida- abbracciata più in generale anche dall’assessore alla Salute- volta ad abbattere la mobilità passiva, ma altresì ad implementare quella attiva. L’Arnas Garibaldi vanta professionisti eccellenti e molti punti di forza. La qualità dell’offerta assistenziale passa per alcuni ingredienti fondamentali: sinergia tra management, personale sanitario ed amministrativo, lavoro di squadra, trasparenza, comunicazione, accoglienza e attenzione al paziente e alle aspettative del territorio, coniugando alta qualità dei servizi e ottimizzazione delle risorse e questi elementi qui ci sono tutti».

La nuova rete che impatto ha avuto su questa azienda?

«Sostanzialmente ha lasciato invariato il numero di posti letto: circa 610, ma li ha ridistribuiti diversamente per rendere più funzionali i profili assistenziali e strutturali. In particolare si registra un’incremento nelle aree materno- infantile e chirurgica. In più dalla rimodulazione viene fuori un UTIC (Unità Intensiva Coronarica) con 6 posti letto presso il presidio Nesima. Viene rafforzata, dunque, la mission aziendale: materno- infantile; oncologica e dell’emergenza, per alcune specialità chirurgiche di riferimento che vanno dalla chirurgia toracica, a quella pediatrica, all’oculistica, all’otorinolaringoiatria, alla radiologia interventistica, alla neurochirurgia. Accanto a questo c’è un’efficienza consolidata degli ambulatori di gastroenterologia e sul fronte infettivologico».

Progetti in cantiere?

«La costruzione del Nuovo Pronto Soccorso, all’interno del Presidio di Piazza Santa Maria di Gesù- che è il front office principale per i cittadini catanesi, vista la nostra ubicazione centrale all’interno della città- per cui sono stati già stanziati complessivamente quasi 15 milioni di euro. La consegna è fissata a 13 mesi, tempo nel quale, attraverso un apposito finanziamento dell’assessorato destinato ai Pronto Soccorsi siciliani, stiamo provvedendo, contestualmente, a migliorare la struttura, l’accoglienza e l’efficienza anche del pronto soccorso attuale».

Altro obiettivo del management è quello di esaltare il cd. HTA (Health Technology Assessment )…

«L’HTA è l’approccio multidimensionale e multidisciplinare per l’analisi delle implicazioni medico-cliniche, sociali, organizzative, economiche, etiche e legali di una tecnologia, attraverso la valutazione di più dimensioni quali: efficacia, sicurezza, costi, impatto sociale ed organizzativo. L’obiettivo è valutare gli effetti reali e/o potenziali della tecnologia, sia a priori che durante l’intero ciclo di vita, nonché le conseguenze che l’introduzione o l’esclusione di un intervento ha per il sistema sanitario, l’economia e la società. Credo che sia un dovere andare in questa direzione, poiché il moderno management ospedaliero deve considerare questi aspetti- accanto all’obiettivo di ridurre tempi e liste di attesa delle prestazioni- per coniugare qualità, innovazione e contenimento della spesa».

Sul punto che risorse avete già stanziato?

«Per il 2019, ho già individuato tra le risorse 2 milioni e 700 mila euro. È mia intenzione però fare un’attenta valutazione della dotazione tecnologica e delle attrezzature in linea con le esigenze rilevate dai vari primari e capi dipartimento. Sto attivando un “censimento” per esaminare appropriatezza clinica e adeguatezza economica e dare risposte congrue e fattibili per supportare i nostri ottimi professionisti con attrezzature in grado di coadiuvarli per poter garantire i migliori risultati ed i massimi standard qualitativi dell’offerta sanitaria».

In atto circa 2000 dipendenti, ma il post rete ospedaliera?

«Finita l’era delle stabilizzazioni, è la volta di mobilità e concorsi. L’atto aziendale- prossimo passo- consentirà un’adeguata ricognizione della pianta organica per vagliare il fabbisogno di personale e, dunque, l’incremento quantitativo e qualitativo delle figure professionali e le relative assegnazioni nelle varie unità».

La sua personale ricetta per il management?

«Credo sia fondamentale una leadership partecipata, condivisa dunque con le varie anime di una squadra e la capacità di coniugare identità, appartenenza e appropriatezza, intesa come intervento giusto, nel momento giusto, in linea con tre principi di buona amministrazione: efficienza, efficacia ed economicità. Obiettivi a cui un manager non arriva mai da solo, ma attraverso un processo inclusivo di tutte le risorse umane che ha a disposizione, dalla componente amministrativa a quella sanitaria, nel rispetto della trasparenza e della legge, tenuto conto dell’equilibrio di bilancio, come la legge impone, ma come, altresì, la saggezza aziendale deve sempre considerare per continuare a garantire la sostenibilità del sistema sanitario pubblico».

Comunicazione: elemento centrale…

«Immagine, comunicazione, informazione ai pazienti sono determinanti. Accanto ad accoglienza dell’utenza ed umanizzazione delle cure. In tale direzione le nostre strutture vedono un sistema di front office già ben rodato, oltre che un efficace apparato di comunicazione che viaggia sul web. Anche l’impiego di una reception all’entrata dei nostri ospedali risulta particolarmente gradita, in quanto agevola e qualifica il rapporto ospedale-utenza».

Arnas in prima linea anche nella solidarietà. In cantiere un appuntamento importante…

«Sì, l’azienda ospedaliera in tal senso sarà protagonista all’undicesima edizione di “Corri Catania”. La manifestazione, in calendario per il 12 Maggio, si sostanzia in una corsa-camminata di solidarietà aperta a tutti e ogni primavera, da dieci anni, richiama nel capoluogo etneo migliaia di partecipanti di ogni età, realizzando un evento di grande impatto sociale. Durante questa edizione, i fondi raccolti con il ricavato delle magliette saranno destinati alla “Scuola per la nascita” del dipartimento materno- infantile dell’Arnas Garibaldi. I dettagli dell’iniziativa saranno illustrati in una conferenza stampa il 22 marzo».

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