ASP e Ospedali

L'intervista di Insanitas

Arnas Garibaldi, De Nicola: «In arrivo nuove assunzioni e il pronto soccorso “Centro”»

Il dg dell'azienda ospedaliera catanese: «Abbiamo pure ottenuto 17 milioni di euro per costruire la seconda palazzina delle chirurgie, la neurochirurgia e l’ortopedia. Sarà collegata alla prima da un tunnel».

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L’unico pronto soccorso nel pieno centro di Catania, dell’Arnas Garibaldi, sarà inaugurato probabilmente entro l’estate, e proprio dietro la struttura con un finanziamento da 17 milioni di euro dell’Assessorato alla Sanità, nascerà una nuova palazzina delle chirurgie strettamente legate alle emergenze. Il direttore generale Fabrizio De Nicola (nella foto) fa il punto con Insanitas e ci parla anche di reparti potenziati e nuove assunzioni a tempo indeterminato.

Parliamo di nuove dotazioni tecnologiche?
«Ci sono tante novità: abbiamo ottenuto il finanziamento dall’Assessorato per l’immissione in gara e l’acquisto di un robot di ultima generazione che ci permetterà di essere più per formanti in chirurgia per 7 reparti dei nostri reparti, inoltre ci siamo già dotati di due nuovi angiografi digitali, una risonanza magnetica di ultima generazione, dieci lampade per il complesso operatorio con telecamere e servizio di registrazione».

Verranno potenziati i reparti ?
«Assolutamente sì, intanto abbiamo inaugurato il nuovo day hospital per i malati oncologici, aumentando i posti da 12 a 20. Puntando soprattutto sul comfort e la privacy dei pazienti investendo tanto sulle sale d’attesa per gestire al meglio i pazienti più fragili. Partiranno a breve anche i lavori di ristrutturazione nel reparto di oncoematologia, mentre stiamo completando i lavori del reparto di Ostetricia e ginecologia, dove i posti da 13 passano a 20 e verranno consegnati nel mese di maggio. In fase di definizione invece il completamento dei lavori dell’emergenza del Garibaldi, con un nuovo pronto soccorso, la Rianimazione potenziata da 12 a 20 posti letto, un’area di semintensiva, 10 posti raddoppiabili di biocontenimento, una nuova Radiologia, e tre nuove sale operatorie nell’area delle emergenze. Abbiamo inoltre ottenuto il finanziamento per 17 milioni di euro per costruire la seconda palazzina delle chirurgie, la neurochirurgia e l’ortopedia, che sarà collegata alla prima palazzina da un tunnel».

Direttore, a che punto è l’iter della dotazione organica?
«Sono orgoglioso di dire che la mia azienda è stata la prima ad avere la dotazione organica approvata, sta partendo la selezione dei concorsi per 77 dirigenti medici con contratto a tempo indeterminato in 16 discipline diverse, e sta partendo anche la procedura per 20 posti per infermieri, 19 per tecnici radiologi, 10 per ostetriche, 2 posti per logopedisti. E inoltre a maggio anche 30 posti di ausiliari sempre a tempo indeterminato. Non solo assunzioni sanitarie, ma anche posti per 4 ingegneri e 4 programmatori dell’area informatica a tempo determinato».

Per quanto riguarda invece i lavoratori impegnati nell’emergenza covid?
«Il Garibaldi ha recepito l’atto di indirizzo dell’assessorato del 23 marzo per il personale covid. Abbiamo 192 operatori assunti per l’emergenza della pandemia e di questi 102 sono stabilizzabili con i propri requisiti dall’Azienda, mentre i restanti 90 saranno prorogati al 31 dicembre 2022».

Sul piano dell’emergenza covid qual è la situazione?
«Ho riconvertito 30 posti letto da covid a degenza ordinaria. Dei 76 posti covid disponibili al momento ce ne sono 36 occupati. In terapia intensiva ci sono 3 posti letto impegnati su 20, con pazienti non vaccinati, e il posto di terapia intensiva pediatrica ospita un piccolo paziente. La situazione al momento è sotto controllo, a Catania del resto la squadra ha sempre funzionato, seguendo i flussi quando l’onda pandemica era alta abbiamo riconvertito e quando la curva è stabile o in decrescita riusciamo a riconvertire nuovamente in maniera rapida. Siamo sempre vigili sulla situazione che può cambiare da un momento all’altro e per questo vorrei ribadire che non bisogna mai abbassare la guardia perché la pandemia non è finita e si deve proseguire con le vaccinazioni».

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