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Arnas Civico, sindacati sul piede di guerra: proclamato lo stato di agitazione

29 Luglio 2020

Sotto accusa da parte della dirigenza medica la mancata intesa sulla contrattazione collettiva, l'attesa dell'atto aziendale e la carenza di personale.

 

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PALERMO. Sul piede di guerra i sindacati della dirigenza medica dell’Arnas Civico: con una nota, fanno sapere di avere proclamato lo stato di agitazione.

Abbiamo contattato la direzione generale  dell’azienda ospedaliera palermitana, non appena dovesse arrivare una replica la pubblicheremo.

«La nostra Azienda accampando vari pretesti e nonostante i reiterati solleciti, si rifiuta di iniziare la contrattazione integrativa, sebbene siano trascorsi oltre 7 mesi dalla stipula del CCNL della Dirigenza Medici”, sottolineano AAROI,
CIMO-FESMED, CGIL medici, CISL medici, UGL medici, UIL medici e Fials, aggiungendo che “questo comporta gravi danni per i Dirigenti Medici sia in termini economici che normativi e finisce con il penalizzare la qualità dell’assistenza”.

Inoltre i sindacati affermano: “Non si hanno notizie dell’Atto Aziendale e conseguentemente non sono state esitate le piante organiche, né si parla di attribuire gli incarichi professionali, di UOS e di UOSD.  L’attivazione poi delle nuove UO previste dall’ultima Rete Ospedaliera Regionale è rimasta lettera morta. Ne deriva una pesante mortificazione delle legittime aspettative dei professionisti ed una riduzione intollerabile dell’offerta assistenziale”.

Sotto accusa anche “una grave carenza di personale medico e sanitario che impedisce una risposta efficace alla richiesta di salute della popolazione. L’Arnas Civico e Di Cristina è una Azienda di alta Specialità e le sue disfunzioni organizzative hanno pesanti ripercussioni sul piano assistenziale. L’Azienda invece di stabilizzare immediatamente gli aventi diritto e di bandire concorsi a tempo indeterminato continua a creare ulteriore precarizzazione”.

I sindacati aggiungono: “Il nuovo sistema informatico (Dedalus) è entrato in funzione solo per la parte economico-finanziaria ma esso appare , come constatiamo ogni mese dai nostri cedolini, a dir poco claudicante. Per la parte sanitaria, nonostante i diversi annunci di imminente inizio di attività, si continua ad utilizzare il vecchio sistema. Nonostante una spesa di circa nove milioni di euro, la nostra Azienda per queste carenze informatiche appare condannata alla marginalizzazione”.

Inoltre le sigle sindacali puntano l’indice contro “la mancata applicazione in molte realtà dell’art. 22 che prevede in caso di vacanza del posto di Direttore di struttura la nomina, attraverso la valutazione comparativa dei curricula, di un facente funzione. La nostra Azienda preferisce nominare Direttori ad interim o prolungare oltre i 70 anni quelli che dovrebbero andare in pensione, giustificando tale scelte con la necessità di operare risparmi. Ora apprendiamo che vorrebbe elargire un riconoscimento economico a tutti i direttori ad interim da prelevare dal fondo della dirigenza medica. Non permetteremo a nessuno di “saccheggiare” il già scarso fondo aziendale per motivazioni che ci appaiono incomprensibili”.

Infine, gli autori della protesta sostengono: “Non appaiono comprensibili né la strategia a medio termine né gli obiettivi di questa Direzione. Invece di superare le gravi criticità presenti, questa Amministrazione cerca di ostacolare il controllo democratico sui propri atti eliminandoli dal sito dopo soli 15 giorni per motivazioni incomprensibili e comunque inopportune”.

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