Arnas Civico, sindacati all’attacco di Migliore: «Gestione scriteriata e all’insegna degli sprechi»

21 Settembre 2018

Duro atto di accusa nei confronti del manager, ora destinato alla guida del Policlinico di Bari. Finora nessuna replica.

 

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PALERMO. «Una gestione scriteriata e all’insegna degli sprechi». Duro atto di accusa dei sindacati dei medici contro la governance all’Arnas Civico di Giovanni Migliore, ora destinato alla guida del Policlinico di Bari.

Durante una conferenza stampa Anaao Assomed, Ugl Medici, Cimo, Anpo, Snr e Uil Medici hanno presentato un pesante dossier, facendo alcuni esempi.

Abbiamo contattato Migliore per chiedergli una replica, non appena dovesse arrivare la pubblicheremo.

«Sono stati spesi 56 milioni di euro, destinati alla  realizzazione del nuovo plesso di Fondo Malatacca (ex Centro di eccellenza materno infantile), nei pressi dell’ospedale Cervello, ma dopo nove anni dall’avvio dei lavori c’è ancora uno scheletro di ferro e cemento», hanno sottolineato i sindacati, puntando l’indice anche contro «l’assenza di manutenzione e il mancato uso di alcuni importanti macchinari medici».

Sotto accusa anche «la mancata attivazione della Cardiochirurgia Pediatrica», e più in generale «una gestione scriteriata ed avventuristica, improntata sul culto della personalità e sugli annunci», che secondo le organizzazioni sindacali avrebbe lasciato in eredità «un’azienda in declino».

I sindacati durante la conferenza stampa hanno sottolineato pure un presunto eccessivo ricorso alle strutture private per prestazioni relative all’Oncologia:  «È stato concesso un valore di “mercato” oncologico ai privati per quasi 10 milioni in due anni. Inaccettabile per una struttura che vuole essere hub ospedaliero di secondo livello».

Nel reparto oncologico «il polo più grande della Sicilia, non esiste la PET», sottolinea Angelo Collodoro, vicesegretario regionale CIMO. Il risultato è stato un aumento delle prestazioni erogate dalle strutture private: La Maddalena, tra il 2017 e il 2018, ha erogato prestazioni per un totale di oltre 6 milioni di euro e il Villa Teresa per un totale di quasi 4 milioni di euro.

“Due macchine, una Spet-TC e una Gamma Camera- aggiunge Calogero Comparato, segretario provinciale UIL Medici e primario del reparto di cardiologia pediatrica dell’Ospedale dei Bambini- acquistati con i fondi della Comunità Europea giacciono da tre anni inutilizzate negli scantinati dell’ospedale Civico».

E poi spiega: «Oltre 30 milioni di fatturato sono andati persi causando un peggioramento e una diminuzione delle prestazioni. L’Arnas Civico ha fatto una politica non inclusiva ma di chiusura».

Secondo i sindacati sarebbe grave la situazione in cui versa l’Ospedale dei Bambini «ridotto a una maceria assistenziale. Doveva essere realizzato l’IRCCS- rivela Comparato- ma invece si è solo cambiato il nome in ISMEP, scimmiottando l’ISMETT, trasformandolo in un ente senza sostanza. Non esiste più nemmeno l’ortopedia pediatrica mentre è rimasto il trauma-center. Lo stesso si può dire della mancata attivazione del reparto di cardiochirurgia pediatrica, per cui è stato nominato un primario proveniente dal Bambin Gesù ma mai entrato in servizio. Questo a causa di una mancata formazione del personale, soprattutto infermieristico».

«Giovanni Migliore è stato un abile manipolatore dell’informazione- dichiara Marcello Saitta, medico infettivologo dell’Ospedale dei Bambini e segretario provinciale UGL Medici – Ha sempre parlato di cose che in realtà non sono mai state create e che ha dato per scontate come il parcheggio dell’Ospedale dei Bambini, di cui è stato anche mostrato un rendering».

L’altra problematica riguarda il punto di vista assistenziale in quanto «sono state costruite una bellissima hall e delle rampe che collegano i vari reparti trascurando invece quella che è la situazione logistica delle stanze dove ci troviamo ad ospitare in ogni stanza – spiega Saitta – quattro bambini con le loro mamme, quando teoricamente potremmo accogliere soltanto due bambini».

Critiche pure per la situazione in cui verserebbero gli ambulatori di endocrinologia e malattie metaboliche «trasferiti in ambienti molto angusti dove vengono stipate tantissime persone in situazioni degradanti», dice Saitta. A ciò si aggiunge la riduzione del servizio analisi, prima h24 ora fruibile solo in orario diurno.

Dati allarmanti giungono anche dal reparto di Ostetricia e Ginecologia. “E’ stato infatti un secondo polo distaccato non necessario dedicato alla ginecologia oncologica che ha condizionato poco più di 100 interventi chirurgici all’anno che corrispondono allo 0,35 interventi al giorno”, , sottolinea Massimo Geraci, direttore di Medicina e Chirurgia di Accettazione e Urgenza del Pronto Soccorso dell’Arnas Civico di Palermo e vicesegretario regionale Anaao Assomed.

Si è inoltre parlato finora di una riduzione del precariato «quando in realtà- rivela Collodoro- la percentuale del 5% corrispondente al 2014 è aumentata all’11% nel 2017». Nel reparto di neurologia interventistica «dall’inizio del 2018 ben 18 pazienti sono stati trasferiti al Policlinico di Messina in elisoccorso», sottolinea Geraci.

Un’azienda quindi “in sofferenza e in grande crisi economica con un crollo di prestazioni che adesso raccoglie i frutti di una “bad governance” e  «su cui intendiamo richiamare l’attenzione dell’Assessorato Regionale della Salute, sottolineando- conclude Collodoro – la necessità, alla vigilia della nomina dei commissari, di nomine di qualità e non di appartenenza».

«Ciò che auspichiamo- aggiunge Geraci- è che chi verrà a dirigere quest’azienda non cada nella tentazione del lavoro finalizzato all’apparenza ma di un lavoro che invece produca dei risultati sotto il profilo di quelle che sono le due mission dell’ARNAS Civico e cioè l’emergenza-urgenza e l’alta specialità».

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