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Vertenza sulle progressioni orizzontali

Arnas Civico, scatti di carriera e aumenti di stipendio per molti ma non per tutti: scatta la protesta degli esclusi

La mobilitazione promossa da Fials, Csa, Uil e Nursing Up:  «I fondi previsti non bastano e in tanti saranno esclusi dalle progressioni orizzontali».

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. Mobilitazione nei sindacati di categoria contro l’Arnas Civico. Il motivo? L’interruzione delle trattative finalizzate al reperimento dei fondi necessari a garantire le fasce al 100% del personale avente diritto.

Lo hanno fatto sapere le segreterie aziendali dei gruppi Fials, Csa, Uil e Nursing Up che, dopo aver verificato che nessun risparmio è stato realizzato dall’amministrazione del Civico per consentire anche in anni successivi il diritto al passaggio di fascia per tutto il personale avente diritto, hanno indetto una giornata di mobilitazione.

Il 9 ottobre al Civico, il 10 al Di Cristina e l’11 all’oncologico del Civico, dalle ore 9 e fino alle 16 i rappresentanti sindacali si troveranno all’interno di un gazebo per spiegare i motivi di questa protesta, ma soprattutto per raccogliere il dissenso dei lavoratori. Un accordo di alcune sigle sindacali (Cgil, Cisl e dai loro Rsu) consente di garantire solo ad una parte del personale il passaggio di fascia, generando numerosi conflitti tra il personale che talvolta opera nella stessa Unità operativa o servizio.

Per questo alcuni sindacati dicono “no” all’accordo. «Perché c’è il mancato inserimento delle clausole concordate a garanzia di alcuni gruppi di lavoratori più deboli- dicono Fials, Csa, Uil e Nursing Up- Perché non c’è un riconoscimento di natura economica al personale collocato nell’ultima fascia della categoria di appartenenza, perché rimangono inalterate le posizioni organizzative e le autorizzazioni a svolgere attività fuori dall’orario di lavoro dovuto all’Azienda e perché sono esclusi dai benefici contrattuali il 50% dei lavoratori che dopo 9 anni non hanno avuto rinnovato il contratto nazionale di lavoro ed hanno garantito l’Azienda pur in carenza di dotazione organica adeguata».

Le 4 sigle sindacali chiedono la riapertura della trattativa sindacale e la revoca di quanto stabilito con la delibera numero 913 del 6 giugno scorso.

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