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ASP e Ospedali

L'intervista al primario

Arnas Civico, finora 180 vaccinati contro il Coronavirus e nessuna reazione avversa allarmante

Intervista a Giuseppe Dragotto, responsabile della UO di Allergologia e Immunologia: «Qualcuno ha lamentato qualche lieve stato febbrile o dolenzia al braccio ma niente di importante».

Tempo di lettura: 5 minuti

PALERMO. Al terzo giorno dal V-Day all’Arnas Civico non si è finora verificata nessuna reazione avversa allarmante. Intanto, questa notte è arrivata in Italia un’altra fornitura dall’azienda farmaceutica Pfizer-Biontech, che ha visto acquistare dall’Ue altre 100 milioni di dosi.

Il vaccino AstraZeneca invece non è ancora stato approvato dall’Ema, che ritiene di non poter dare il via libero al farmaco prima della fine di gennaio. Ciò sta causando dei problemi sul fronte del piano vaccinale governativo che dovrà fare affidamento anche sul vaccino Moderna.

Degli effetti e delle reazioni avute dai medici sottoposti alla prima tornata di vaccinazioni Insanitas ha parlato con il dottor Giuseppe Dragotto, responsabile della UO di Allergologia e Immunologia dell’Arnas Civico, che sta seguendo in prima persona le vaccinazioni anti-Covid nell’azienda ospedaliera palermitana.

Come sta andando la campagna vaccinale? 

«In questi tre giorni abbiamo fatto 180 vaccinazioni e non abbiamo avuto nessun problema di reazioni avverse. Qualcuno ha lamentato un lieve stato febbrile o dolenzia al braccio ma niente di importante, manifestazioni equiparabili a quelle che possono presentarsi con qualunque altro vaccino. Dopo 21 giorni i medici dovranno fare il richiamo e in quell’occasione verificheremo se ci sono state reazioni avverse di una certa entità o particolari che potrebbero suggerire di interrompere il percorso di vaccinazione. Però non abbiamo avuto reazioni gravi come orticaria o shock anafilattico. È un vaccino ben tollerato, ci sono colleghi che hanno problemi di allergie in genere, con pregressa orticaria o con ipertensione arteriosa i quali non hanno avuto particolari reazioni alla somministrazione. Anche nelle Rsa le vaccinazioni sono andate bene e non c’è stata alcuna reazione grave. Certo è pur sempre un farmaco, quindi una reazione allergica può sempre presentarsi, ma in linea di massima è un ottimo vaccino, speriamo anche che funzioni bene come garantiscono».

Chi è allergico quindi non deve preoccuparsi?

«Noi abbiamo vaccinato già parecchi colleghi allergici che hanno problemi di asma, rinite, congiuntivite, orticaria ma è andato comunque tutto bene. L’unica manifestazione  clinica che può bloccare la somministrazione del vaccino riguarda i soggetti con pregresso shock anafilattico dopo precedenti inoculazioni di altre tipologie di vaccini perché al momento non ci sono studi in merito. Noi comunque stiamo vaccinando soggetti allergici, ipertesi, diabetici, fumatori, bronchitici cronici, senza avere avuto particolari problemi. Ovviamente bisogna fare delle valutazioni prima di dare il consenso».

Nel mondo ci sono stati casi anche di gravi reazioni avverse?

«Sì, qualche caso, bisogna capire se sono soggetti con pregresso shock anafilattico da alimenti, da farmaci come la penicillina o sono state reazioni avverse al vaccino con i suoi eccipienti. Al momento si stanno studiando altre categorie di persone e si valutano meglio gli effetti collaterali, ma non è controindicato nei soggetti allergici».

Giuseppe Dragotto

Le donne in gravidanza potranno farlo nel prossimo futuro?

«Attualmente non ci sono studi su donne in gravidanza e durante l’allattamento per cui al momento non è consigliato. Certo se la donna in gravidanza si trova in situazione di pericolo riguardo ad un contesto Covid si può vaccinare, ma se ha reazioni avverse si dovrà agire con medicinali che possono danneggiare il feto, qui dipende dal medico e della storia clinica della paziente».

L’Agenzia italiana del farmaco ha disposto che da una fiala di vaccino anticovid si ricaveranno sei dosi anziché cinque…

«Sostenevano che si potevano fare 5 dosi per ogni flaconcino, ma facendo bene i calcoli hanno in effetti visto che se ne possono somministrare sei e ieri mattina è stato il Ministero ad autorizzarci».

Queste nuove tecnologie farmaceutiche che sfruttano gli acidi nucleici sono il futuro?

«Sì, il vaccino della Pfizer che stiamo somministrando ha la peculiarità di espellere anche l’Rna messaggero, il quale infatti entra nella cellula andando a stimolare la produzione degli anticorpi contro la proteina di superficie del virus e poi viene degradato ed eliminato. Pertanto alla fine non ci troveremo anche il messaggero, ci saranno gli anticorpi ma non la componente molecolare. Poi ci sono aziende farmaceutiche che lavorano con altri tipi di stimolazione del sistema immunitario o con i virus frammentati, ma questa è una buona soluzione a cui possiamo affidarci».

Molti sono preoccupati per i tempi brevi con cui è stato formulato il vaccino…

«Il vaccino è stato fatto in poco tempo non perché sono stati abbreviati i test clinici ma perché sono state messe in campo tutte le conoscenze acquisite negli anni precedenti, i metodi mRNA o adenovirus erano già stati sviluppati per la Sars e la Mers, quindi erano già pronti. I lauti finanziamenti, rari nella ricerca scientifica, hanno permesso di accelerare ulteriormente i tempi senza saltare alcuna fase della sperimentazione. Sono dei vaccini ben collaudati».

Come procederete nei prossimi giorni all’ospedale Civico?

«Noi siamo il centro pilota per quanto riguarda la somministrazione del vaccino Covid, pertanto stanno venendo i colleghi da tutta la Sicilia. Devo dire che c’è stata anche un’alta adesione di medici e infermieri giovani, di cui sono molto contento. Man mano che il vaccino arriverà nelle varie aziende, potranno fare il richiamo nelle proprie città e noi continueremo con i nostri dipendenti e ci organizzeremo per gli esterni se necessita».

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