disturbi dell'esofago

Arnas Civico, chirurgia senza bisturi per i disturbi dell’esofago: «Prima volta nel Sud Italia»

13 Settembre 2019

La Miotomia Endoscopica Perorale, sviluppata in Giappone, è stata applicata a una nissena dalla equipe di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva diretta dal dott. Roberto Di Mitri.

 

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PALERMO. Una recente tecnica endoscopica, la Miotomia Endoscopica Perorale (POEM) sviluppata in Giappone per curare i disturbi motori dell’esofago, è stata applicata per la prima volta nel Sud Italia dalla equipe di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Arnas Civico di Palermo diretta dal dott. Roberto Di Mitri (nella foto).

Lo fanno sapere dallo stesso ospedale palermitano, aggiungendo che l’equipe, composta dall’anestesista dott. Edoardo Fileccia e dagli infermieri Vincenzo Costanza e Maria Antonella Profita, coordinata dallo stesso dottor Roberto Di Mitri, «ha eseguito la tecnica che in Italia al momento è eseguita soltanto presso i centri di Modena, Perugia, il Policlinico Gemelli di Roma, il S. Raffaele e l’Humanitas di Milano».

Questa nuova tecnica, utilizzata per il trattamento di alcuni tipi di Acalasia, patologia motoria rara dell’esofago che comporta un importante disturbo della deglutizione a causa di un disordine motorio del corpo esofageo e dello sfintere esofageo inferiore, è stata eseguita nei giorni scorsi su una donna di 54 anni della provincia di Caltanissetta, degente presso la Gastroenterologia del Policlinico di Palermo.

Era già stata sottoposta, anni addietro, ad intervento chirurgico open per lo stessa patologia e che presentava da diversi mesi un quadro di recidiva clinica, con un «vistoso calo ponderale a causa dell’impossibilità di alimentarsi per via orale con conseguenti stato di malnutrizione, di invalidità e riduzione della qualità di vita», come sottolinea lo stesso Dott. Di Mitri.

«I pazienti con tale situazione clinica- sottolinea Di Mitri, recentemente nominato Direttore dell’U.O.C. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’ARNAS Civico- di norma vengono sottoposti a trattamento con cicli di dilatazioni endoscopiche pneumatiche o ad intervento chirurgico di miotomia per via laparoscopica. Da questo momento in poi, presso la nostra struttura, si è avviata la possibilità di trattare la patologia alternativamente alla tecnica chirurgica, con la miotomia endoscopica perorale (POEM), che consente un trattamento definitivo, con approccio miniinvasivo anche rispetto alla chirurgia laparoscopica».

«La POEM- spiega il Dott. Di Mitri, che ha acquisito la tecnica presso il Policlinico Gemelli di Roma, centro di eccellenza europea con grande esperienza nel settore- è una tecnica endoscopica operativa che consiste, dopo aver realizzato un’incisione sulla mucosa esofagea, nel praticare un tunnel nello spessore della parete dell’esofago, fra la “sottomucosa” e la “muscolare propria”, per accedere in tal modo agli strati muscolari eseguendo successivamente il taglio delle fibre (miotomia) fino al cardias compreso, in modo da annullare l’ipertono muscolare che rappresenta la causa della patologia e che non permette la normale progressione del cibo».

E aggiunge: «L’intervento eseguito presto la nostra struttura complessa di Gastroenterologia e Endoscopia Digestiva eseguito in anestesia generale, ha avuto la durata di un’ora e mezza circa e la paziente, dopo un periodo di osservazione di alcune ore, è stata rinviata presso il reparto di provenienza al Policlinico, da cui è stata dimessa dopo 48 ore. Otre la mininvasività dell’intervento ed il beneficio clinico per i pazienti che si aggira ad oltre il 95% a 5 anni, ci sono anche i benefici economici, sia riguardo alla degenza ospedaliera, che in caso di intervento chirurgico è di circa due settimane, che all’impiego di accessori utilizzati per la procedura i cui costi sono inferiori al migliaio di euro».

L’Acalasia esofagea è una patologia rara gastroenterologica, la cui prevalenza è di 1 caso su 100.000 abitanti con un’incidenza che si aggira in Sicilia in circa 50-70 nuovi casi annui. Lo sviluppo di un Centro di Riferimento per il trattamento endoscopico di tale patologia, evitando la mobilità passiva ed i “viaggi della speranza” fuori regione, rappresenta un motivo di attrazione sia per i pazienti siciliani che per i pazienti provenienti da altre regioni del sud Italia e quindi motivo di orgoglio per la nostra sanità pubblica regionale.

Il Direttore Sanitario dell’Azienda Salvatore Requirez, afferma: «Nel registrare, senza sorpresa alcuna, il nuovo successo professionale dell’equipe guidata dal dott. Di Mitri, che consolida il prestigio operativo di sovraregionale livello, ritengo che sia questa la strada da percorrere sempre più frequentemente in tutte le discipline in cui si articola l’Azienda Ospedaliera affinché si confermi, concretamente e non solo sulla carta, il ruolo di riferimento nazione per l’alta specializzazione. A ciò concorreranno, in tempi brevi, il nuovo assetto dipartimentale in via di definizione e, soprattutto, la revisione dei percorsi assistenziali secondo logiche di qualità complessiva».

aggressioni

Il direttore sanitario Salvatore Requirez

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