App “Immuni”, pure in Sicilia è flop: a scaricarla finora solo il 7 per cento

27 Settembre 2020

La percentuale, relativa alla popolazione oltre i 14 anni, è molto al di sotto del 12% nazionale. Il servizio video di Insanitas con l'appello lanciato dall'assessorato regionale alla Salute.

di Lisa Sanfilippo

PALERMO. Sono circa 310 mila i siciliani che finora hanno scaricato sul proprio smartphone l’app Immuni. La percentuale, pari al 7% della popolazione (cittadini con un’eta superiore ai 14 anni), è troppo bassa per individuare risultati concreti e molto al di sotto del 12% relativo al dato nazionale.

Ad oggi, attraverso l’applicazione di contact tracing nata per il monitoraggio dei contagi da Covid-19, si registrano nell’Isola solo una decina di segnalazioni.

«Davvero pochi i download- afferma con amarezza Sergio Buffa, dirigente dell’area interdipartimentale sistemi informativi, statistiche e monitoraggi dell’Assessorato regionale alla Salute- Affinché il sistema sia davvero efficace è necessario che più persone installino l’app. È uno strumento di prevenzione fondamentale per tutelare se stessi e allo stesso tempo salvaguardare i propri familiari e la collettività. Immuni, inoltre, è molto efficace nei mezzi di trasporto pubblico in cui solitamente si rimane a contatto con altri cittadini per parecchi minuti e funziona anche in aereo, con la rispettiva modalità attivata».

«La poca considerazione di Immuni da parte dei cittadini- aggiunge- deriva dalla loro diffidenza sulla tutela della privacy. Ma l’app- ribadisce Buffa- è sicura: non raccoglie dati che consentono di risalire all’identità di chi la usa. L’applicazione ha ottenuto, tra l’altro, il via libera ufficiale del Garante della Privacy. C’è poi una scarsa conoscenza delle modalità di attivazione e della funzionalità».

Assessorato alla Salute. Lidia Gibaldi e Sergio Buffa

«Si tratta di uno strumento utile per tracciare l’aumento dei positivi e combattere la diffusione del coronavirus, al pari dell’uso mascherina, del rispetto delle misure del distanziamento fisico, del lavarsi frequentemente le mani- spiega nel dettaglio Lidia Gibaldi, dirigente U.O.B 4.1 dell’area Statistica e Progetti Informatici dell’assessorato regioanle alla Salute- A chi si è trovato a stretto contatto con un utente risultato positivo al Covid-19, l’app servendosi della tecnologia Bluetooth Low Energy, invia una notifica che lo avverte del potenziale rischio di essere stato contagiato. Nello specifico nel momento in cui viene scaricata Immuni, al proprio telefono viene associato un codice casuale e i telefoni che si incontrano si scambiano in questo modi i rispettivi codici. L’utente che è risultato positivo al virus può caricare su un server i codici casuali che il suo dispositivo ha generato nei giorni precedenti, in modo che siano disponibili agli altri utenti. Questa procedura avviene con l’assistenza dell’operatore sanitario che comunica l’esito positivo del tampone».

Di fronte al numero così marginale di download arriva quindi l’appello: «Scaricate anche Immuni se volete contrastare il contagio. Non costa nulla e rappresenta realmente un aiuto concreto».

Clicca qui per il servizio video di Insanitas con le interviste a Sergio Buffa e Lidia Gibaldi.

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