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ASP e Ospedali

La cura

Anticorpi monoclonali anti-Covid, al via l’iter per somministrarli anche all’ospedale Sant’Elia

L'intervista di Insanitas a Giovanni Mazzola, primario di Malattie Infettive dell'Ospedale di Caltanissetta.

Tempo di lettura: 3 minuti

Anche a Caltanissetta è partito l’iter per la somministrazione della cura sperimentale con anticorpi monoclonali distribuiti da AIFA. Bamlanivimab ed etesemivab  sono stati progettati in laboratorio specificamente per neutralizzare la proteina spike di sars cov 2 . Sono farmaci che devono essere somministrati per via endovenosa in un setting assistenziale protetto al fine di potere intervenire prontamente in caso di eventi avversi. Abbiamo intervistato sul tema il primario di Malattie Infettive dell’Ospedale Sant’Elia, Giovanni Mazzola.

Sono farmaci pericolosi?
«Assolutamente no. La loro tollerabilità negli studi clinici è elevatissima ma trattandosi di farmaci ancora non commercializzati è necessario osservare la massima cautela, a tutela della salute dei pazienti e della sicurezza dei medici che li somministrano».

A chi sono destinati?
«Vengono dispensati esclusivamente per i pazienti domiciliari con infezione recente e malattia da covid 19 lieve ma che, essendo “fragili” per le loro patologie di base, hanno una alta probabilità di andare incontro a ospedalizzazione».

Quindi quali requisiti devono avere i pazienti per potere accedere alla cura?
«I criteri di selezione per gli adulti sono l’età >65 anni con almeno un fattore di rischio oppure la coesistenza di almeno una delle seguenti patologie: obesità, malattie cardiovascolari (>55 anni ), diabete scompensato, malattie polmonari croniche pre-esistenti (>55 anni ), immunodepressione e patologie oncoematologiche, dialisi. Per i pazienti tra 12 e 17 anni deve essere diagnosticata obesità oppure anemia falciforme o malattie cardiovascolari congenite ma sono incluse anche le malattie del neurosviluppo e l’asma».

Essendo pazienti assistiti al loro domicilio come possono accedere alla struttura ospedaliera?
«Attraverso un percorso individuato dalle Malattie Infettive del Sant’Elia e prontamente condiviso con la direzione sanitaria , con il responsabile dell’ emergenza COVID Benedetto Trobìa, con il responsabile dei medici territoriali dell’ USCA Alfonso Averna, con il Presidente dell’ordine dei medici di Caltanissetta Giovanni D’Ippolito (che farà da tramite con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta ) e infine con il direttore del 118 Giuseppe Misuraca per l’organizzazione del trasporto in bio-sicurezza dei pazienti».

Quale sarà il criterio di selezione dei pazienti?
«I pazienti con i requisiti previsti da AIFA, verranno segnalati dal medico curante tramite mail alla divisione ospedaliera di Malattie Infettive che provvederà alla prescrizione del farmaco da ritirare presso la farmacia HUB di Palermo e alla prenotazione per l’infusione , da effettuare in regime di day hospital. All’interno del reparto Covid, sito nell’ambito della palazzina B del Sant’Elia, dopo avere ottenuto il consenso informato il paziente verrà sottoposto a visita medica e ad eventuali esami ritenuti necessari quindi si procederà alla somministrazione dei monoclonali, che avverrà nel tempo di circa 60 minuti; successivamente il paziente dovrà attendere un’altra ora per l’osservazione di eventuali effetti collaterali. Terminato il periodo di sorveglianza si provvederà al trasferimento protetto al domicilio tramite mezzo dedicato e all’affidamento dell’ammalato al medico del territorio che lo aveva selezionato per la cura sperimentale. Nei giorni seguenti il medico curante fornirà infine a noi specialisti prescrittori le notizie sull’andamento clinico del paziente che saranno trasferite sulla piattaforma AIFA come da disposizione ministeriale».

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