Anche a Palermo i medici scendono in piazza: «Ecco tutti i motivi dello sciopero»

23 Novembre 2018

Le sigle sindacali di categoria in sit-in davanti l'assessorato regionale alla Salute. Il video con le interviste di Insanitas.

di Valentina Grasso

PALERMO. “Ci fermiamo per un giorno per non fermarci per sempre”. Questo il motto dello sciopero nazionale di 24 ore che oggi sta coinvolgendo in tutta Italia circa 135 mila medici.

In Sicilia i rappresentanti sindacali di Cimo, CGIL Medici, CISL Medici, Anaao Assomed, Aaroi Emac e Fesmed hanno incrociato le braccia in un sit-in di protesta davanti la sede dell’assessorato regionale alla Sanità per chiedere a viva voce il rinnovo dei contratto nazionale fermo a 10 anni fa, finanziamenti adeguati alla Sanità per garantire i Lea e quindi risorse per l’assunzione del personale medico.

Renato Costa, segretario regionale della Cgil medici, sottolinea: “Oggi non è messo in discussione solo il Contratto dei medici ma la sopravvivenza del Servizio Sanitario pubblico e universale. Noi crediamo che questo patrimonio non debba essere disperso. Per questo dobbiamo avere degli operatori motivati gratificati. Dopo 10 anni il minimo è trovare le risorse per un contratto adeguato”.

Secondo Massimo Farinella (segretario regionale Cisl medici) “la protesta di oggi non è contro nessuno ma è una protesta civile degli operatori sanitari cittadini che mettono in luce che negli ultimi 10-15 anni non si è fatto nulla per innovare il.servizio sanitario e per l’assunzione di nuovi medici. Sottolineiamo l’inadeguatezza del numero dei posti disponibili per l’accesso alle specializzazioni”.

Interviene pure Antonino Palermo (segretario regionale Anaao Assomed): “Manifestiamo per tutti i medici siciliani oltre che per tutti i medici italiani per chiedere che il nostro contratto dopo 10 anni venga sbloccato. Auspichiamo che lo Stato investa di più nella Sanità per evitare che i medici ospedalieri possano sempre di più verso il privato. Abbiamo appena appreso che L’Assessorato ha sbloccato finalmente i fondi necessari per il rinnovo contrattuale. La regione Sicilia infatti ha messo a disposizione il 3,49% dei fondi necessari per i contratti dei medici ospedalieri”.

Emanuele Scarpuzza (presidente regionale Aaroi Emac, afferma): “Formiamo i giovani, li prepariamo ma poi si rivolgono all’estero dove trovano un’immediata occupazione e un’adeguata retribuzione. Continuiamo a soffrire la mancanza di un’adeguata formazione degli specialisti”.

E Riccardo Spampinato  (segretario regionale Cimo) aggiunge: “I capisaldi necessari per il rinnovo del contratto sono di tipo normativo. Il governo nazionale non ci ha dato finora nessuna possibilità di intervenire su un contratto vecchio di dieci anni, che logicamente deve essere nuovamente regolamentato in base alle innovazioni che si sono succedute. Urgono, quindi, i fondi necessari, nell’interesse sia degli operatori sanitari che dei pazienti”.

Giuseppe Canzone, segretario regionale Fesmed, sottolinea: “Il rinnovo del contratto è sicuramente importante, ma non vogliamo che venga considerato come un atto fine a sé stesso. Il nostro auspicio è una Sanità migliore, con organici adeguati per mettere tutti gli operatori in condizioni di lavorare in tutte le sedi in sicurezza e di garantire assistenza nel più breve tempo possibile”.

Intervenuto anche Mario La Rocca, dirigente generale del dipartimento di programmazione strategica dell’assessorato: “I medici giustamente denunciano condizioni di lavoro diventate negli anni insostenibili. Il tema economico è oggi all’attenzione della pubblica opinione. La Regione Siciliana non si è fatta trovare impreparata, e ha effettuato l’accantonamento nel bilancio del 2018 del 3,49 % dei fondi necessari per il rinnovo del contratto di lavoro” .

  • Riccardo Spampinato (Cimo)

  • Antonino Palermo (Anaao Assomed)

  • Emanuele Scarpuzza (Aaroi Emac)

  • Mario La Rocca (dirigente generale assessorato)

  • Massimo Farinella (Cisl)

  • Renato Costa (Cgil)

  • Giuseppe Canzone (Fesmed)

SEGUIRÀ VIDEO

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