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Dal palazzo

Il dato

Amianto, il silenzioso killer cancerogeno: in Sicilia ogni anno causa fino a 600 decessi

Nell'ultimo rapporto l'Osservatorio Nazionale Amianto ha realizzato una accurata analisi anche della situazione siciliana.

Tempo di lettura: 3 minuti

Ben 107 mila decessi ogni anno nel mondo, di cui 6.000 solo in Italia e 1 milione i siti contaminati; questi sono alcuni dei dati contenuti ne “Il libro Bianco delle morti di amianto in Italia”, realizzato dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA).

“L’amianto è un killer silenzioso cancerogeno- ha spiegato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA- che provoca con assoluta certezza scientifica mesotelioma, tumore del polmone, tumore della laringe, dello stomaco e del colon. Per non parlare dei danni respiratori che causa, anche quando non insorge il cancro: placche pleuriche, ispessimenti pleurici, asbestosi e complicanze cardiocircolatorie”

Il numero delle vittime è in crescente aumento dalla fine degli anni ’80 e si stima che aumenterà fino al 2030 vista l’intensa esposizione alle polveri e fibre di amianto.

In Sicilia, tra il 1998 e il 2016 i decessi per mesotelioma pleurico registrati sono più di 1500, cresciuti fino a 100 nel solo 2016. La città che registra più casi è Palermo, mentre, rapportando i dati alla popolazione residente, la provincia con la più alta incidenza annuale è Siracusa, seguita da Palermo e poi da Ragusa.

I numeri sono sottostimati visto che l’ufficio epidemiologico raccoglie solo i dati relativi a questa specifica patologia. L’amianto è un cancerogeno che provoca diversi tipi di tumori e ai numeri citati, devono essere aggiunti circa 200 morti per cancro polmonare, per cancro alla laringe o per cancro alle ovaie. In Sicilia si arriva ogni anno fino a 600 decessi per amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha realizzato una accurata analisi anche della situazione siciliana. Il volume “Sicilia, il libro delle morti bianche. Cause, eventi e testimonianze”, in distribuzione gratuita, analizza le città siciliane maggiormente esposte alla presenza dell’amianto.

Le zone più a rischio dell’isola sono quelle del polo di Augusta e Priolo Gargallo, nel Siracusano, Gela e la città di Biancavilla, dove sorgono le raffinerie. Per la provincia di Palermo è citato il caso della centrale Enel di Termini Imerese.

Dalla mappatura ancora in corso, si conta che in Italia sono presenti 32 milioni di tonnellate di amianto compatto e 8 milioni di tonnellate di amianto friabile. 50000 sono i siti industriali rilevanti e 1 milione i siti contaminati, sia pubblici che privati.

Tra gli edifici pubblici, l’ONA ha censito ad oggi 250 ospedali e 2400 scuole, che espongono all’amianto più di 352000 alunni, 50000 lavoratori, fra personale docente e non docente.

In Sicilia, solo due comuni su dieci hanno un piano comunale amianto. Questo non permette di avere una radiografia completa del territorio, utile a fornire informazioni sulle strutture in cemento amianto e fare scelte adeguate sulla modalità di smaltimento.

Tra le cause di morte dell’ultimo anno in Italia, sono stati registrati 1.900 casi di mesotelioma (un tumore che nasce dalle cellule mesoteliali e può avere origine nel torace, addome, cuore o testicoli), 600 per asbestosi (malattia provocata dall’asbesto che si può evitare con la bonifica amianto) e 3.600 per tumori polmonari.

«Ben vengano le iniziative di associazioni come l’Osservatorio Nazionale Amianto che richiamano l’attenzione su questo dramma. Riguarda migliaia di persone sotto il profilo sanitario, previdenziale, lavorativo, sociale e chiaramente umano- ha dichiarato il Ministro all’Ambiente Sergio Costa- Propongo una cabina di regia unica sull’amianto. È arrivato il momento di dare delle risposte: sulla mappatura, sul monitoraggio, sulle bonifiche, sulla ricerca. Dobbiamo mettere in campo le migliori tecnologie, e lavorare con i progetti di eccellenza italiani in questo settore.”

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