fegato

All’Ismett sei trapianti di rene in una settimana, in aumento quelli da vivente

13 Dicembre 2019

Il bilancio relativo al 2019

 

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PALERMO. Due allerte trapianti nazionali e tre donatori da vivente hanno permesse a 6 pazienti siciliani di tornare ad una buona qualità della vita grazie ad un trapianto.

È successo presso Irccs Ismett, dove grazie a due donazioni che si sono rese disponibili a Roma e Firenze nel giro di poche ore, è stato possibile sottoporre a trapianto di rene tre pazienti- due uomini ed una donna- iscritti presso le liste di attesa del centro palermitano.

Ai tre trapianti eseguiti grazie alla generosità delle famiglie dei donatori di Roma e Firenze se ne sono aggiunti altri tre da donatore vivente. A donare il rene in due casi è stata la moglie che ha permesso al marito di tornare ad una buona qualità della vita, mentre in un caso il padre ha evitato la dialisi alla figlia poco più che maggiorenne.

«Il programma di trapianto da donatore vivente- spiega Salvatore Gruttadauria (nella foto sopra), direttore del Dipartimento per la Cura e lo studio delle patologie addominali e dei trapianti addominali- è stato avviato presso ISMETT fin dall’inizio dell’attività ma quest’anno è stato potenziato ottenendo ottimi risultati».

Sono, infatti, già 15 gli interventi eseguiti presso la struttura palermitana, altri tre sono in programma nelle prossime settimane.

Il 2019 potrebbe chiudersi, quindi, con 18 trapianti di rene da vivente eseguiti: un risultato record per Ismett, che piazzerebbe il programma dell’Istituto Mediterraneo fra i primi tre programmi per volume d’attività di tutto il Paese.

«Il programma da donatore vivente- sottolinea Salvatore Piazza, responsabile del programma di trapianto di rene di Ismett- si avvia quest’anno a raggiungere un nuovo record. Solo pochi centri in tutta Italia possono vantare numeri così alti di intervento da donatore da vivente. Sono dati importanti che premiano gli sforzi fatti da Ismett in questi anni».

Salvatore Piazza

Il trapianto da vivente è una valida opzione terapeutica che consente di evitare le lunghe liste di attesa. Possono essere sottoposti a trapianto da vivente, tutti i pazienti affetti da insufficienza renale cronica già dializzati o in procinto di dialisi.

È una delle principali attività chirurgiche praticate in Ismett e si basa sul principio fondamentale che donare un rene, soprattutto ad una persona cara, può essere una delle esperienze più gratificanti della vita.

In Ismett il programma di trapianto di rene può vantare un équipe medico-chirurgica formata da otto professionisti.

La squadra chirurgica è formata da Salvatore Piazza, responsabile del programma, Davide Cintorino che si occupa del prelievo del rene nei donatori, Duilio Pagano, Calogero Ricotta e Pasquale Bonsignore. La squadra dei nefrologi è formata da Paola Salis, Barbara Buscemi e Chiara Caccamo.

In Ismett sono oggi utilizzate le più moderne tecniche chirurgiche per garantire sia il donatore che il ricevente. Il prelievo del rene, ad esempio, avviene per via laparoscopica cioè si inseriscono gli strumenti chirurgici nell’addome attraverso dei piccoli fori mentre una telecamera permette di controllare l’operato del chirurgo, il rene viene così estratto attraverso un piccolo taglio nella parte bassa dell’addome. In questo modo, vengono ridotti i tempi di degenza per il donatore, sono migliori i risultati anche da un punto di vista estetico e più contenuti i rischi.

«Ismett- continua il dr Piazza- partecipa inoltre alla realizzazione del progetto di trapianto di rene in modalità cross-over, si tratta di un programma che permette anche ai pazienti con un donatore con gruppo sanguigno incompatibile di poter ricevere l’organo. Abbiamo già selezionato la prima coppia di donatore-ricevente incompatibili ed inviato tutte le indicazioni al Centro Nazionale Trapianti che coordina il progetto per autorizzazione al trapianto».

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