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Emergenza urgenza

La protesta

«Alla Seus stipendi non ancora pagati, urge la nuova governance»

Sotto accusa da parte dei sindacati ritardi nella procedura relativa alla mensilità di settembre.

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. Non è ancora stata individuata una nuova governance per la Seus 118. Una situazione che, per la Uil Fpl Sicilia, desta forte preoccupazione. «Il servizio di emergenza urgenza, visto che siamo ancora in fase di pandemia, non può essere gestito dal collegio sindacale che ha tutt’altre funzioni. Già da tempo lamentavamo che la gestione di questa azienda lasciava molto a desiderare e sino ad oggi non è stato fatto alcun passo in avanti», afferma il segretario generale, Enzo Tango, che continua: «Abbiamo appreso, inoltre, che non stati pagati gli stipendi dei circa 3.200 lavoratori e che c’è un ritardo anche nelle procedure. Chiediamo, quindi, un immediato intervento dell’assessore Razza per sbloccare questa situazione e ripristinare una guida autorevole di cui si avverte estremo bisogno».

Interviene pure Paolo Montera, segretario generale della Cisl Fp Sicilia: «Basta temporeggiare, basta ‘giocare’ a fare politica sulla pelle di cinquemila famiglie siciliane. La situazione delle società partecipate della Regione Sas e Seus 118 adesso è davvero al limite. E a breve potrebbero esserci problemi anche per pagare gli stipendi dei lavoratori. Il governo Musumeci, quindi, metta subito da parte le beghe interne alla sua maggioranza e nomini i vertici di questi due enti».

Il tema è affrontato anche da Confintesa Sanità, che in una nota di ieri firmata dal  responsabile regionale Domenico Amato e dal coordinatore regionale Seus 118, Mario Manzo, sottolinea: «Ad oggi, 28 settembre, non c’è notizia dell’avvenuto pagamento degli stipendi del mese».

Interviene pure Giuseppe Badagliacca del sindacato Csa Cisal: «La società Seus 118 è ormai da settimane senza una guida solida a causa del mancato rinnovo del cda. Una situazione di stallo intollerabile e insostenibile che mette a rischio il servizio e ritarda gli stipendi dei lavoratori e su cui non sono accettabili giochetti politici di sorta. Chiediamo che il Governo Musumeci e l’Ars assumano le dovute decisioni, evitando il caos in un settore fondamentale specie in questo momento di pandemia. Non accetteremo rinvii o perdite di tempo sulla pelle dei lavoratori».

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